29/5/2003 ore: 11:55
Ocse: Professioni, commercio e Borsa ecco il Paese che non compete
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giovedì 29 maggio 2003 |
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I SETTORI
Il rapporto dell´Ocse fotografa i comparti che soffrono le mancate liberalizzazioni Professioni, commercio e Borsa ecco il Paese che non compete
ROMA - Professionisti, supermercati, energia, telecomunicazioni, Borsa, mercato del lavoro. Sono molte le spine nel fianco alla competitività del sistema-Italia che emergono dal rapporto Ocse. «Negli Anni Novanta - spiega - la concorrenza si è intensificata, grazie alla liberalizzazione delle reti e dei servizi locali, alla riforma della pubblica amministrazione, alla riforma della legislazione sulla concorrenza e ad estese privatizzazioni». Tuttavia, rileva l´Ocse, bisogna rimuovere «i rimanenti ostacoli e distorsioni alla concorrenza». Vediamo quali. Professioni e supermercati. Barriere all´entrata restano nelle libere professioni dove le associazioni professionali ancora sono coinvolte nella determinazione delle tariffe. Anche la liberalizzazione delle licenze di commercio segna il passo: regolamenti regionali e piani urbani frenano l´apertura dei grandi supermercati. Elettricità, telecomunicazioni e authorities. L´Ocse sostiene che le recenti riforme hanno fatto emergere in questi settori una «lenta concorrenza». Tuttavia mentre la liberalizzazione delle tlc «è stata un successo» i prezzi dell´energia sono ancora alti. Il rapporto rileva come «recentemente l´indipendenza dei regolatori del mercato si è indebolita»: il potere di concedere le licenze nelle tlc è tornato al ministero ed è stata rinviata l´attivazione dell´acquisto dell´energia in pool per i consumatori. «Queste azioni - avverte l´Ocse - rischiano di far compiere un passo indietro nei primi progressi verso la concorrenza». Il nodo delle piccole imprese. Il rapporto rileva come l´Italia sia caratterizzata da una prevalenza delle piccole imprese a causa di «barriere e disincentivi alla crescita». Un altro problema per la competitività del paese. Mercati finanziari: più trasparenza. Sono poche le aziende quotate in Borsa mentre il controllo dei gruppi familiari è ottenuto attraverso piramidi societarie. Le banche provvedono al grosso dei finanziamenti alle imprese ma esercitano un ruolo limitato nel monitorarne vita e andamento. Per l´Ocse si vogliono maggiori diritti per gli azionisti di minoranza; più controllo da parte dei fondi d´investimento sulle società. Inoltre l´Ocse nota che le pene per il falso in bilancio sono state indebolite soprattutto per le società non quotate che sono spesso in cima alle holding piramidali. I rischi del mercato del lavoro. L´Ocse dà atto all´Italia di aver compiuto un´azione di liberalizzazione del mercato del lavoro. Sono stati introdotti nuovi tipi di contratto tuttavia, anche in questo caso, i rischi non sono tutti scongiurati: se infatti i contratti tradizionali dovessero rimanere rigidi potrebbe creare un doppio mercato del lavoro con le conseguenti disparità. (r.p.) |