16/4/2007 ore: 10:58
Montezemolo: è già partita la campagna elettorale
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Pagina 7 - Economia Il presidente di Confindustria commenta le indicazioni di Romano Prodi sulla destinazione del tesoretto fiscale "È già partita la campagna elettorale" «Il tesoretto - attacca Montezemolo - è diventato uno slogan di tutti i giorni. Ma intanto bisognerebbe capire se esiste davvero». Sì perché a Viale dell´Astronomia sono molto scettici sulla sua consistenza. Dicono che sia la stessa Trimestrale di cassa a negarlo visto che c´è scritto che il rapporto debito/Pil è nuovamente cresciuto dello 0,6 per cento. Ecco perché Montezemolo sostiene che sarebbe «importante» che ci fosse e con dimensioni «significative». E poi che «non lo si spenda, ma lo si utilizzi bene». È la premessa per sviluppare il suo ragionamento e per prospettare una strategia diversa da quella prodiana, orientata alla crescita dell´economia, sempre «non solo quando si è in campagna elettorale», precisa. Il presidente della Confindustria condivide gli obiettivi indicati dal premier (famiglie e imprese), anche se non necessariamente in questo ordine, ma propone un altro percorso. «Prima - dice - bisogna rimettere a posto i conti dello Stato». Che vuol dire ridurre l´enorme fardello del debito pubblico che ci obbliga, come sistema, a competere sullo scenario mondiale con una zavorra in più, tra le altre. È solo in questo modo - secondo Montezemolo - che si possono ricavare le risorse necessarie «per abbassare le tasse alle imprese, a chi lavora nelle imprese e alle famiglie». Una linea rigorista che anche la Banca d´Italia aveva suggerito nei giorni scorsi. C´è però un punto di quella lettera («veramente, io non l´ho ancora ricevuta...», scherza) che il presidente della Confindustria condivide appieno. Riguarda l´impegno a ridurre i costi della politica. «Ne prendo atto con soddisfazione», dice ricordando che da tempo gli industriali ne denunciano l´enormità. «Si tratta - insiste - dell´altro grande tema della spesa pubblica, dove, cioè, vanno a finire le tasse dei cittadini che pagano onestamente, a cominciare dalle famiglie». «Ci sono - continua - troppi stipendi in troppe direzioni non produttive e mi fa piacere che il presidente Prodi ne prenda atto. Siamo ai primi livelli in Europa come consumi della politica. Ora mi aspetto che vengano prese le conseguenti iniziative. Per avere, così, le risorse da destinare ai servizi ai cittadini e per le infrastrutture». Si ferma qui, il presidente della Confindustria. Preferisce non rispondere alle domande dei cronisti sulla crescente forbice tra le retribuzioni più basse e quella dei dirigenti. (r.ma.) |