11/11/2002 ore: 9:10
Monito della Ue: più tardi in pensione
Contenuti associati
sabato 9 novembre 2002
Prime raccomandazioni sul Rapporto occupazione 2002: per Bruxelles l’Italia deve aumentare il tasso di attività dei lavoratori anziani
Monito della Ue: più tardi in pensione
Anna Diamantopoulou riconosce i progressi ma sollecita riforme incisive per il Mezzogiorno - Da verificare l’attuazione del Patto
(DAL NOSTRO INVIATO)
BRUXELLES. Dare incisività e concretezza alle
riforme strutturali nel Mezzogiorno e adottare
provvedimenti per aumentare il tasso di occupazione
dei lavoratori anziani, alzando l’età pensionabile.
Sono le due indicazioni più urgenti che il
commissario europeo agli Affari sociali, Anna
Diamantopoulou, dà all’Italia, commentando il
rapporto 2002 sull’occupazione che sarà approvato
mercoledì dalla Commissione europea.
La Diamantopoulou spiega a «Il Sole-24 Ore» che, in
generale, in Europa le mancate riforme del mercato
del lavoro non sono al momento il maggior ostacolo
alla crescita economica, perché molti cambiamenti
hanno già avuto luogo e dato frutti.
Grazie alle riforme che hanno iniettato più flessibilità
nei 15 tra il ’95 e il 2001, l’Unione ha potuto creare
oltre 12 milioni di posti di lavoro, il 60% per le donne;
e anche ora, in fase di crescita lenta, «il mercato
dell’impiego europeo appare solido e non reagisce
così male».
La Diamantopoulou ammette però che «c’è ancora
molto da fare nel campo delle riforme strutturali e
ci sono molte rigidità da superare in alcuni Stati».
E il Mezzogiorno spicca come «un’area specifica
con problemi concreti» in cui non si verifica quel
dinamismo che il mercato europeo esibisce altrove.
«In questo caso non credo che gli aiuti di Stato per
l’occupazione o i fondi strutturali da soli possono
offrire una soluzione — afferma la Diamantopoulou
—a meno che non siano parte di una generale
cornice di riforme strutturali che non hanno ancora
preso forma nel Sud d’Italia».
Il rapporto europeo riconosce che dal 1997 ci
sono stati «miglioramenti nell’occupazione» nel
nostro Paese, ma sottolinea che «l’ampio gap
rispetto ai partner Ue» è rimasto nell’anno 2001
«sostanzialmente invariato». E rimane eclatante
il problema della segmentazione geografica: il
tasso di disoccupazione al Sud è più del 19%
rispetto al 5% del centro-nord. Per Bruxelles gli
interventi previsti dal Piano d’azione nazionale
(Nap) «non appaiono sufficienti a risolvere i
problemi identificati per il Sud, anche se il Patto
per l’Italia, siglato dopo il Nap, in parte colma
queste lacune, specialmente nel capitolo per il
Mezzogiorno». Il documento comunitario ricorda
che «resta da vedere se tutte le misure annunciate
dal Patto saranno attuate, viste le ristrettezze di
bilancio». Quando le misure a favore della
«flessibilità» del lavoro saranno attuate, una
«particolare attenzione sembra necessaria» per
gli aspetti della «sicurezza e della qualità» per
«evitare il rischio di marginalizzazione» per i
disoccupati di lunga durata e le donne,
«specialmente al Sud».
«In Europa — osserva la Diamantopoulou —
possiamo parlare di flessibilità e sicurezza. Se
non abbiamo una rete di sicurezza il mercato del
lavoro sarà più rigido, perché i Governi europei,
se non c’è dialogo sociale, non possono cambiare
le regole. Ecco perché è importante riformare in
parallelo il sistema di protezione e gli
ammortizzatori sociali».
Altro problema chiave per l’Italia è «aumentare il
tasso di occupazione delle persone anziane al
momento fermo al 28% — osserva la Diamantopulou
—. È fondamentale che non si inventino sistemi per
pensionare i lavoratori in anticipo.
Sarebbe una catastrofe per il sistema previdenziale
e per il mercato del lavoro». Il rapporto comunitario
definisce «ambizioso a dir poco» l’obiettivo fissato
dal Nap italiano di far balzare quel 28% al 40%
entro il 2005 e fa notare che «ulteriori misure
vigorose (compresi programmi di formazione) sono
necessarie per aumentare l’età effettiva di
pensionamento».
Per far salire il tasso di occupazione delle donne dal
41,1 al 46% entro il 2005, come prefissato dall’Italia,
l’analisi Ue invoca un miglioramento dei servizi per
bambini e persone a carico. Il rapporto mette
l’accento sull’esigenza di ridurre il carico fiscale
sul lavoro specialmente negli impieghi meno pagati.
Da potenziare poi il ruolo dei centri di
collocamento a livello regionale per fornire misure
attive e preventive e l’attuazione di una vera e
propria strategia per la formazione continua.
Nel complesso, la Diamantopoulou è convinta
dell’efficacia dell’attuale strategia dell’impiego
europeo e non ritiene necessario pensare a sanzioni.
Quanto alla proposta franco-tedesca di inserire
l’occupazione tra i parametri del patto di stabilità,
il commissario ritiene sospetto che «i Governi
ci pensino solo ora che hanno problemi di
bilancio», mentre sarebbe più proficuo considerare
gli investimenti in risorse umane una priorità
non assimilabile alla spesa corrente.
ENRICO BRIVIO
LE RACCOMANDAZIONI DI BRUXELLES
Migliorare l'offerta di lavoro di persone
anziane e donne: per i primi sono
necessarie ulteriori misure vigorose
(compresi programmi di formazione)
per far aumentare l’età effettiva di pensionamento;
il trend positivo dell’occupazione
femminile può essere accelerato
migliorando i servizi per bambini e
altre persone a carico.
Il problema più serio rimane lo squilibrio
territoriale: il tasso di disoccupazione
al Sud è più del 19% rispetto al
5% del Centro-Nord.
Il policy mix del Piano d’azione (Nap)
appare piuttosto sbilanciato e le iniziative
non sembrano sufficienti a risolvere i
problemi identificati per il Sud, anche
se il Patto per l’Italia in parte colma
queste lacune, specialmente nel capitolo
degli investimenti al Mezzogiorno.
Resta da vedere se tutte le misure annunciate
nel Patto saranno attuate, viste
le attuali restrizioni di bilancio.
Riduzione del carico fiscale sul lavoro
specialmente per i lavoratori meno pagati.
Una questione chiave è il ruolo dei
centri di collocamento a livello regionale
per fornire misure attive.
Formazione continua sia a livello nazionale
che regionale.
ITALIA MEDIA UE
DIsoccupazione
giovanile 10,2 7,1