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Molestie sul posto di lavoro: il governo vara un decreto
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sabato 28 maggio, 2005
Pagina 21 - Interni
La Lega e Giovanardi votano contro in consiglio dei ministri
CATERINA PASOLINI ROMA - Passa il decreto legislativo sulle molestie sessuali nei luoghi di lavoro, ma la Lega e il ministro Carlo Giovanardi non ci stanno e votano contro. Proprio nel giorno in cui un´indagine dell´Istat rivela che un´italiana su due, tra i 14 e i 59 anni, ha subito molestie sessuali, e sono ben più di 500mila le donne che segnalano di aver subito molestie e ricatti sessuali proprio nei luoghi di lavoro.
A dividere il governo sul decreto che recepisce la direttiva europea sulle molestie nei luoghi di lavoro è una parola: «persistente».
Dice il ministro leghista Roberto Calderoli, che con Roberto Maroni e Giovanardi ha votato contro: «Noi volevamo, come era stato approvato dal Parlamento, un testo nel quale la molestia doveva essere ripetuta per essere considerata tale. Invece è passata la versione europea: adesso basta una sola volta per finire sul banco degli accusati. Così si apre la porta comportamenti indiscriminati, a valutazioni troppo soggettive». Calderoli teme che d´ora in poi «tocchi all´accusato dimostrare di essere innocente: un assurdo, l´opposto del nostro ordinamento giuridico».
Di tutt´altro avviso il ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo, soddisfatta per l´approvazione del decreto, voluto proprio senza quella parola. «Basta infatti una volta per essere molestia. Non confondiamo i complimenti, un invito a cena o uno scherzo in ufficio, con le molestie sessuali che sono offensive e ricattatorie. Le molestie in ufficio sono una realtà e vanno combattute Questa legge consente maggior protezione, più ampi spazi di tutela per le lavoratrici che subiscono apprezzamenti indesiderati e che le umiliano, veri e propri ricatti da colleghi, ma soprattutto dai capi».
Il provvedimento equipara e le molestie sessuali sul lavoro con altre forme di discriminazione estendendo anche a questi comportamenti tutte le forme di tutela già previste dall´ordinamento: Introduce poi due concetti, quello di "molestie legate al sesso" e di "molestie sessuali", vietandole entrambe. Il primo tipo di comportamento rientra nelle discriminazioni di genere, ossia quei comportamenti indesiderati, attuati allo scopo di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio; le molestie sessuali invece sono quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuali, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, che hanno lo stesso scopo o effetto delle molestie tout court.
Le nuove norme si applicano non solo al lavoro dipendente ma anche autonomo e il giudice può anche comminare sanzioni.
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