5/11/2002 ore: 11:34
Modena prima nel lavoro, province siciliane in coda
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5 novembre 2002
ITALIA LAVORO
OCCUPAZIONE & COMPRENSORI
Modena prima nel lavoro
Province siciliane in coda
MILANO. Tra il 1998 e il 2000 il numero
delle persone che hanno trovato un’occupazione
è aumentato, mentre è calata la percentuale
di quanti sono alla ricerca di un lavoro.
Una dinamica questa che ha coinvolto tutto
il territorio italiano, fatta eccezione per il
Mezzogiorno.
Un’indagine dell’Istat, condotta sulle forze
lavoro in 784 «sistemi locali di lavoro»
ha, infatti, rilevato che nel triennio
’98-2000 il tasso di occupazione è aumentato
dell’1,57% (pari a 645mila nuovi occupati),
mentre quello delle persone in cerca di
occupazione è diminuito del 4,64%, equivalente
in termini assoluti a 250mila persone.
Il trend non è però stato identico in tutti i 784
comprensori, ma anzi a scorrere i dati
ancora una volta si evidenziano profondi squilibri
territoriali.
Perché, pur essendo stati solo 178 i sistemi locali
che hanno presentato un calo dell’occupazione,
questi sono, nel 90% dei casi, concentrati
nel Mezzogiorno.
Dei cinque sistemi che hanno evidenziato il minor
tasso di occupazione, ben quattro (Nicosia,
Petralia Sottana, Naro e San Piero Patti) si trovano
in Sicilia, e un quinto in Calabria. E sul fronte opposto —
a conferma del fatto che i rimanenti 606
sistemi che mostrano dinamiche positive
degli occupati, se pur con intensità diversa,
sono concentrati nelle regioni del Nord e
soprattutto nel Nord Est — arriva la classifica
dei comprensori con la maggiore percentuale
di occupati: le cinque posizioni di
testa sono esclusivo appannaggio dell’Emilia
Romagna e del Trentino Alto Adige.
Il dettaglio delle cifre fornisce, dunque, un
quadro piuttosto articolato in quanto la ripresa
del Mezzogiorno affianca ampie zone grigie.
Anche se, specifica l’Istat, tutte le aree
che presentano una diminuzione del numero
degli occupati sono caratterizzate, da una
dimensione media della popolazione più bassa
rispetto alle aree in crescita, elemento
questo che in parte contribuisce ad attenuare
l’impatto dei numeri.
E che i segnali per il Sud non siano incoraggianti,
in modo inequivocabile, lo conferma
pure un altro indicatore, cioè l’andamento della
disoccupazione. Andamento che, nonostante
mostri dinamiche addirittura migliori rispetto
a quelle registrate per gli occupati, continua a segnalare
come le perfomance peggiori quelle dei comprensori
meridionali. A fronte di 661 sistemi locali, pari all’84,3%
del totale e all’82,4% della popolazione residente,
caratterizzati da risultati positivi, esistono 123 aree
dove invece le persone in cerca di occupazione
aumentano (15,7% del totale e 17,6% in termini di
popolazione): di queste ben 119 sono localizzate
nel Sud Italia e nello specifico in Calabria.
In testa alla classifica figurano Rosarno
(28,5%) e Paola (28,2%). Mentre i sistemi
più "virtuosi", caratterizzati da un costante
aumento dell’occupazione accompagnato da
una riduzione delle persone in cerca di occupazione,
si concentrano per lo più nel Nord
Est: Bolzano e Bressanone con il loro 2,4% e
2,5% di disoccupati incalzano il primato di
Pavullo nel Frignano che di disoccupati ne
conta appena lo 0,8%.
SERENA UCCELLO
TASSI DI OCCUPAZIONE
Media 2000 in percentuale
I PIÙ ALTI ...
Pavullo nel Frignano (MO) 58,5
San Martino Passiria (BZ) 57,8
Sassuolo (MO) 57,4
Bressanone (BZ) 57,2
Brunico (BZ) 57,2
Media 2000 in percentuale
I PIÙ ALTI ...
Pavullo nel Frignano (MO) 58,5
San Martino Passiria (BZ) 57,8
Sassuolo (MO) 57,4
Bressanone (BZ) 57,2
Brunico (BZ) 57,2
... E I PIÙ BASSI
Nicosia (EN) 26,9
Petralia Sottana (PA) 28,1
Verzino (KR) 28,1
San Piero Patti (ME) 28,4
Naro (AG) 28,5
Nicosia (EN) 26,9
Petralia Sottana (PA) 28,1
Verzino (KR) 28,1
San Piero Patti (ME) 28,4
Naro (AG) 28,5
Fonte: Istat