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Milano: Farmacie, braccio di ferro LegaPolo
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Farmacie, braccio di ferro LegaPolo Il Carroccio: fermate la procedura in attesa del Tar. La giunta vuole andare avanti il caso
La Lega alla giunta: «Fermate la privatizzazione delle Farmacie, in attesa della sentenza del Tar». La giunta alla Lega: «Non se ne parla nemmeno, il Consiglio comunale ci ha già dato il via libera e indietro non si torna». Come una partita di pallanuoto. In superficie il confronto è più o meno leale, sott’acqua succede di tutto. Il confronto tra Albertini e la Lega prosegue esattamente così: a parole, si tratta di «un confronto sui programmi, ma in modo disteso». Dietro le quinte, i leghisti non nascondono l’intenzione di far soffrire Albertini per tutta la legislatura. Lo stillicidio è già in corso. Ci ha pensato ancora una volta Matteo Salvini. Il giovane segretario provinciale della Lega non sembra essersi impressionato dall’ostracismo del sindaco che vuole sfruttare il suo «parere vincolante» per impedire che si candidai per un terzo mandato in Consiglio comunale. Ieri Salvini ha annunciato che presenterà una mozione per sospendere la privatizzazione delle farmacie municipali, in attesa del pronunciamento del Tar della Lombardia in merito al bando. Nella mozione urgente, che potrebbe essere già discussa questa sera dal Consiglio Comunale, la Lega Nord sostiene che la cessione dell’80 per cento delle azioni della spa che gestisce e controlla le 84 farmacie comunali milanesi «porterebbe a uno stravolgimento del servizio che vedrebbe la prima costituzione, in Italia, di una catena in alternativa alla creazione di 84 nuove imprese che possono favorire giovani imprenditori professionisti lombardi». Salvini fa anche rilevare che nel programma amministrativo della Casa delle Libertà, «per quanto riguarda le privatizzazioni si indica chiaramente la scelte della via dell’azionariato diffuso», mentre la scelta di cessione a un’unica azienda prefigura una scelta contraria. La Lega sostiene, di fatto, le posizioni delle associazioni dei farmacisti che a Milano, con in altri comuni, si oppone alla cessione in blocco delle quote. Del resto, durante la scorsa campagna elettorale Albertini si era presentato annunciando che avrebbe contribuito alla nascita di «84 nuovi imprenditori», promettendo che le farmacie sarebbero state vendute una a una ad altrettanti farmacisti. Poi ha cambiato idea perché venderle in blocco «è più vantaggioso per il Comune». Conferma l’assessore alle Privatizzazioni, Luigi Casero: «La vendita non si ferma perché questo è il mandato che ci ha dato il Consiglio comunale». (l. pa.)
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