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Milano. Aperture domenicali: il sindacato protesta
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venerdì 19 ottobre 2007
Pagina XIII - Milano
PROGETTO REGIONALE
Centri commerciali aperti la domenica Protesta il sindacato
Fronte trasversale Rinviata la discussione in aula regionale
di STEFANIA CONSENTI
— MILANO — NEGOZI E CENTRI commerciali sempre aperti nei centri a vocazione turistica, maggiori aperture domenicali (con dieci giornate in più su Milano e in altri capoluoghi di provincia) e facilitazioni per gli outlet. Sono alcune delle novità previste nel progetto di legge approvato dalla quarta Commissione, per il momento «azzoppato» da 66 emendamenti. La discussione era al’ordine del giorno nel consiglio regionale di martedì scorso ma è stata rinviata per necessità di approfondimenti su proposta del presidente della Commissione Attività Produttive, Carlo Saffioti (Forza Italia).
UN FRONTE trasversale di fuoco che vede in prima linea An ma anche Lega, Rifondazione e il centrosinistra. Tutto per dire no al raddoppio delle aperture domenicali, «perchè la domenica si deve anche dare la possibilità ai lavoratori di riposare». Una tesi che fuori dal Pirellone, ha trovato facili consensi negli organismi sindacali. Infatti, lunedì mattina, i sindacati dei lavoratori del commercio - Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltunes - manifesteranno davanti al Pirellone contro il progetto «che andrà a peggiorare la condizione dei lavoratori».
«UNA riorganizzazione degli orari del commercio totalmente sbilanciata a favore della grande distribuzione - commenta Renato Losio, segretario Filcams-Cgil -. Una legge che non dà risposte equilibrate al sistema del commercio nella nostra regione, mentre poteva esser l’occasione per tenere conto della condizione dei lavoratori». Sul lavoro domenicale nella grande distribuzione, denuncia il sindacato, «c’è grande precarietà. Si lavora già per 52 domeniche all’anno. Inoltre c’è un problema di orari e di trasporti, e per le donne c’è anche una questione sicurezza». Favorevole l’Unione del Commercio ma il progetto di legge non piace alla Confesercenti. Soddisfatti i panificatori. Il motivo è presto detto. Il progetto di legge regionale, salvo deroghe particolari, prevede un divieto generale di vendere il pane fresco nelle giornate domenicali e festive, proprio per garantire il riposo settimanale della categoria.
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