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Marzano ai commercianti: prezzi fermi nei prossimi mesi
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Riunione oggi con le associazioni di categoria. Fini: intervenire è da socialismo reale Marzano ai commercianti: prezzi fermi nei prossimi mesi
LUISA GRION
ROMA - Tenere fermi i prezzi per qualche mese, per cercare di far riconquistare ai consumatori la fiducia ormai persa: è la proposta che oggi Antonio Marzano farà al tavolo sul caro prezzi convocato a Palazzo Chigi. Alla riunione parteciperanno enti locali, sindacati, associazioni dei consumatori e di categoria, ma è soprattutto sui commercianti che il ministro delle Attività Produttive centrerà la sua opera di "moral suasion". «Insisterò sulla necessità di garantire una maggiore concorrenza in ambito commerciale - ha detto - e proporrò un accordo per fare in modo che i prezzi vengano mantenuti stabili nei prossimi mesi». Di fatto, quella di Marzano, è la risposta alla minaccia di «sciopero» della tredicesima, la campagna di boicottaggi da mettere in atto sotto Natale ventilata nei giorni scorsi dai consumatori. «Le tariffe di competenza del governo centrale sono stabili, come quelle di ferrovie, energia elettrica, e gas, oppure si riducono come quelli della Rc auto dopo la riforma. Adesso bisogna creare le condizioni perché il mercato sia in grado di ridurre i prezzi» ha detto, pur ricordando che, il governo - dopo la modifica del Titolo V della Costituzione - «non ha competenza in materia di politiche commerciali». Il concetto della non obbligatorietà è stato precisato anche dal vicepremier Gianfranco Fini: «Il governo non può intervenire d´autorità, non può calmierare i prezzi - ha affermato - queste sono cose da socialismo reale. Che qualche commerciante ci abbia "marciato", va da sé, ma questa è una di quelle circostanze in cui sarebbe opportuno aprire un tavolo di discussione». La proposta del ministero lascia comunque freddi i consumatori: «Meno parole e più fatti concreti - afferma l´Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) - sono due anni che il ministro annuncia politiche calmieratrici su prezzi e tariffe che - puntualmente - proprio dopo gli annunci, continuano invece ad aumentare. Qualora non ci dovesse essere una inversione di tendenza da parte del governo che porti non già a mantenere stabili prezzi raddoppiati, ma ad un loro ribasso del 15-20 per cento, metteremo in atto iniziative».
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