9/3/2005 ore: 12:03
Maroni: senza dazi niente pacchetto competitività
Contenuti associati
pagina 19 IL MINISTRO CHIEDE MISURE CONTRO L’IMPORT DALLA CINA. SI PROFILA UN DIETROFRONT SULLA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ELETTRICO Maroni: senza dazi niente pacchetto competitività Forte scontro nella maggioranza. Follini: la melina della Lega è inaccettabile C’è chi pensa a una (ormai già vista) tattica tradizionalmente adottata dalla Lega quando si avvicinano le elezioni. Fatto sta - tattica o meno - che ieri in una conferenza stampa i ministri del Carroccio Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Roberto Castelli hanno annunciato a sorpresa un nuovo diktat: se il decreto legge del pacchetto competitività (che verrà discusso venerdì dal Consiglio dei ministri) non conterrà dazi doganali per bloccare la concorrenza della Cina, la Lega Nord non voterà il provvedimento né in Consiglio né in Parlamento. Immediata la replica del vicepremier Udc Marco Follini, che boccia «meline e giochini», la controreplica del capogruppo leghista alla Camera Alessandro Cè, la contro-controreplica del suo omologo Luca Volonté. E così, Alemanno propone di organizzare subito dopo una riunione di governo dedicata ad «elaborare strategie nazionali ed europee per fronteggiare un problema così importante e complesso». Durissima la replica del vicepremier, Marco Follini: «Questa melina e questi giochini sulla competitività sono inaccettabili. A Calderoli e Maroni ricordo che si è prima ministri della Repubblica e poi capipopolo della Padania». Il viceministro delle Attività Produttive, Adolfo Urso (An), parla di «azione della Lega demagogica e non produttiva». «Le dichiarazioni di Follini dimostrano quanto egli sia lontano dai problemi reali dei lavoratori e degli imprenditori», replica Alessandro Cè, cui risponde Volontè: «agli amici della Lega ricordo che la demagogia non salva il destino di un Paese, semmai lo affonda». Dall’opposizione, Francesco Rutelli afferma che «il governo litiga e non governa», mentre per Piero Fassino, «è ancora in alto mare». E i sindacati, dopo aver letto l'ultimo testo messo a punto dal ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, si dicono delusi. «Dal Governo più carta che soldi», ha commentato il leader della Cisl, Savino Pezzotta, per il quale «è come se l'industria non ci fosse». «I provvedimenti sulla competitività che il governo si appresta a varare sono come un bicchiere d'acqua nel deserto: bagna le labbra ma non disseta», spiega il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. |