31/10/2002 ore: 10:25
Maroni: ora tocca all’art.18
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31 ottobre 2002
Maroni: ora tocca all’art.18
Approvata la delega sul mercato del lavoro,
Violante: difenderemo i lavoratori
Nedo Canetti
ROMA Canta vittoria, il ministro
Roberto Maroni, per il voto concesso
dalla Camera alla delega al
governo sul mercato del lavoro e
sull'abbrivio di questo risultato,
lancia subito la sfida. Vuole vedere
ora approvate, nei tempi più
rapidi possibili, le parti stralciate,
in prima lettura al Senato, in particolare
quelle che riguardano i
licenziamenti facili, con l'abrogazione
dell'art.18 dello Statuto dei
lavoratori. Le misure, insieme ad
altre sugli amortizzatori e l'arbitrato
sono entrate a far parte di
un nuovo ddl, che ha preso il nu-
mero 848 bis. Il titolare del Lavoro
confida nell'effetto trascinamento;
il suo sottosegretario,
Maurizio Sacconi pronostica un'
approvazione definitiva, entro la
primavera.
Era quanto avevano paventato,
dopo il voto di Montecitorio,
le opposizioni. Nel testo, alla Camera,
sono state introdotte numerose
modifiche, sulla base di un
numero altissimo di emendamenti,
presentati dalla maggioranza,
a dimostrazione che il tanto vantato
provvedimento («la riforma
più importante degli ultimi 30 anni»
secondo Maroni) non era poi
così perfetto se, nel percorso tra
le due Camere, ha dovuto subire
tanti cambiamenti. Nonostante
tutte le rabberciature e la finta
apertura dello stesso ministro ad
una parte dell'opposizione (la
Margherita), durissimo è rimasto
il giudizio dell'Ulivo. «Lo scontro
tra maggioranza ed opposizione
-ha affermato il capogruppo. Luciano
Violante, nell'annunciare il
voto contrario della Quercia- dipende
da idee diametralmente opposte
sui concetti di modernizzazione
e competitività». «Non c'è
-ha aggiunto- una motivazione
ideologica della nostra opposizione,
c'è una diversa idea della flessibilità.
Avete proposto un meccanismo
che atomizza il mercato
del lavoro, aggiungendo altre sei
forme di negoziazione alle cinque
che preesistevano, mentre, dall'altra
parte, liberalizzate tutto il
meccanismo relativo all'intermediazione
della manodopera: Non
c'è modernità senza tutele e garanzie
per i lavoratori». «La controriforma
Maroni - per Mario
Lettieri, Margherita - anziché creare
nuova occupazione, rischia di
aumentare la precarietà e l'insicurezza».
«La delega -sostiene Natale
Ripamonti, verde- avvicina
l'Italia ai Paesi del Terzomondo».
«Dopo tanta propaganda - giudica
Marco Rizzo capogruppo del
PcdI- il governo gioca a carte
truccate sui temi del lavoro e della
finanziaria».