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(DAL NOSTRO INVIATO)
TORINO - ? stato attento il ministro del Welfare a non fare passi falsi. Quel ?no comment? alla proposta del premier di compensare il mancato reintegro con un'indennit? di due anni (vedi articolo a pag. 3), ? stata proprio la presa di distanza che le parti sociali si aspettavano dal Governo dopo il rilancio del dialogo. ?Non discuto di questa proposta - ha detto Roberto Maroni, al termine del convegno organizzato da Confindustria sulle relazioni industriali -. La palla ora passa alle parti sociali?. Un rinvio lungo, alla met? campo di sindacati e imprese, sapendo per? di dover rientrare in partita nelle fasi cruciali del negoziato, quando l'agenda riproporr? la discussione sull'articolo 18. ?Abbiamo detto alle parti sociali di discutere e trovare un accordo su tutti i punti delle delega. Se sull'articolo 18 non si trover? un'intesa - ha detto Maroni - il Governo terr? conto delle proposte emerse dal dibattito e valuter? se ci sono argomenti convincenti per modificare le nuove misure. Una scelta che faremo in autonomia a dimostrazione che non si tratta di un dialogo truccato?. E di nuovo il ministro del Welfare non entra in gioco - ?non c'? nulla di nuovo? aggiunge per spiegare meglio la sua posizione - e lascia al dialogo sociale il destino delle nuove misure sui licenziamenti. ?Lo stralcio? Tutto ? affidato al dibattito che ci sar? tra le parti, certo ? che allo slogan "il Governo vuole licenziamenti pi? facili", diffuso in queste settimane dai sindacati, rispondo che noi vogliamo "assunzioni pi? facili". E poi lo scorso anno i reintegri sono stati 93, nelle altre vertenze i lavoratori hanno scelto l'indennizzo?. Il contro-slogan "assunzioni pi? facili", consente a Maroni di parlare del basso tasso di occupazione italiano, delle riforme che chiede l'Europa e della necessit? di rivedere le regole del mercato, anche riscrivendo lo Statuto dei lavoratori. Il Libro bianco e la delega-lavoro sono i passaggi della strategia del Governo sull'occupazione: ?La Commissione europea, guidata da Romano Prodi, ha dato un giudizio positivo della delega-lavoro che contiene misure importanti sul collocamento, sul part-time, sulla formazione, sugli ammortizzatori sociali. Misure che si ritrovano anche nel documento sottoscritto dal premier laburista Blair e da Berlusconi, promosso da Aznar a cui guardano con interesse anche il Portogallo e la Grecia?. Alleanze che contano e non solo nel dibattito interno per accreditare la riforma dell'articolo 18. In ballo c'? tutto il modello sociale europeo: non a caso il ministro Maroni cita il candidato alle elezioni tedesche del 22 settembre, Edmund Stoiber. ?L'appoggio che la politica della flessibilit? di Italia, Spagna e Gran Bretagna ha avuto dal leader della Baviera, Stoiber, assume per noi un'importanza centrale. E configura la possibilit? che a livello Ue possano essere cambiate le attuali regole?. L'unico vero asse in Europa ? quello franco-tedesco, aveva detto nei giorni scorsi il premier Aznar. E proprio quest'asse ? quello oggi messo in discussione dalle nuove alleanze europee, oltre che dal prossime votazioni. ?? in atto - ha detto Maroni - un grande processo di cambiamento in Europa, noi dobbiamo guidarlo, non farcelo imporre?. E invece finora l'Italia ha solo seguito le danze, ubbidendo a un ritmo imposto altrove. ? quello che ? accaduto con la direttiva Ue sullo Statuto della societ? europea, che inserisce modelli di partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa. ?Marted? avvieremo il tavolo di confronto con le parti sociali, ? un tema di straorinaria importanza perch? per la prima volta verranno introdotti modelli partecipativi anche se solo per le societ? europee. ? fondamentale avviare la discussione, anche perch? a Bruxelles stanno gi? pensando a una direttiva analoga per le aziende nazionali?. Insomma, avverte Maroni, se ci attardiamo sar? l'Europa a dirci cosa fare. Tempi pi? lunghi si prospettano invece per lo Statuto dei nuovi lavori, anche se gi? dalla prossima settimana il Governo scender? in campo. E su questo terreno, la concorrenza ? anche nazionale, visto che l'opposizione da tempo ha elaborato prime proposte di riscrittura dello Statuto. ?La prossima settimana - ha detto - riunir? una commissione tecnica che avr? il compito di eleborare prime proposte sullo Statuto dei nuovi lavori. ? un tema che non si esaurir? in tempi brevi, ma ? ineludibile per modernizzare il mercato del lavoro e dare tutele a chi non ne ha?. Qui rientra il tema dell'articolo 18: le nuove misure, per Maroni, servono a dare garanzie a chi non ne ha come i lavoratori sommersi, i precari, quelli che lavorano nelle aziende con meno di 15 addetti dove non si applica lo Statuto dei lavoratori. Ma la novit? ? che la partita delle riforme e della flessibilit? ormai si sposta in Europa ben al di l? del recinto delle modifiche sull'articolo 18. Che potrebbero essere superate dal cambiamento di rotta che le nuove allenze stanno cercando di imprimere alla Ue. Domenica 24 Febbraio 2002
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