12/3/2002 ore: 10:56
Maroni: "Delega chiara o cediamo al veto Cgil"
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| MARTEDÌ, 12 MARZO 2002 | |
| Pagina 4 - Economia |
| IL RETROSCENA |
| Il ministro del Welfare chiede al governo "un mandato preciso" |
| Maroni: "Delega chiara o cediamo al veto Cgil" |
| ENRICO ROMAGNA-MANOJA |
| ROMA - "Caro Silvio, caro Gianfranco: dobbiamo prendere una decisione molto semplice. O andiamo avanti con questa riforma, timida e moderata, del mercato del lavoro e sfidiamo i sindacati sui fatti, dimostrando, cioè, che creeremo nuova occupazione invece dei licenziamenti selvaggi di cui parlano; oppure decidiamo un dietrofront più o meno onorevole che consentirà a Cofferati di affermare il suo diritto di veto e di dire: vedete, non c´è nulla che il governo possa fare che la Cgil non voglia". Quando ha pronunciato, ieri sera, queste parole rivolgendosi al presidente e al vicepresidente del Consiglio, Roberto Maroni - racconta un partecipante al lungo vertice notturno a casa Berlusconi - aveva l´aria grave. "Sia chiaro - ha detto il ministro del Welfare - che io sull´articolo 18 non sto conducendo una battaglia personale: a voi chiedo solo un mandato chiaro, sui contenuti e sui tempi della proposta che dovremo presentare alle parti sociali. Stasera dobbiamo prendere una decisione politica, non tecnica: dobbiamo, cioè, verificare se c´è una maggioranza che vuole andare avanti lungo la strada che abbiamo indicato; se, invece, questa maggioranza non c´è, io mi fermo". Ai leader della Casa delle Libertà e al ministro dell´Economia Giulio Tremonti, Maroni non è sembrato preoccupato di restare con il cerino in mano, schiacciato tra chi teme lo sciopero generale e chi non vuole cedere al "ricatto di Cofferati". "Mi è sembrato molto sereno. Ci ha chiesto una decisione politica, non ci ha consegnato nuovi articolati della delega ma ha più volte ribadito che, secondo lui, lo stralcio dell´art. 18 sarebbe un errore" racconta un altro partecipante al vertice. Il ministro del Welfare - dice - ha dato atto ai centristi di Marco Follini e alla Destra sociale di AN di aver tentato in ogni modo una mediazione trovando un accordo separato con la Cisl ma - ha aggiunto - "mi sembra che questi sforzi non abbiano prodotto risultati perché il pressing di Cofferati su Pezzotta è troppo forte, non gli ha lasciato lo spazio di muoversi". Maroni - racconta un segretario della maggioranza anche lui seduto al tavolo della cena di Palazzo Grazioli - "non ha posto aut-aut al governo". "Possiamo decidere - ha detto - se mantenere tutte le deroghe all´art. 18, se ridurne il numero o cancellarle del tutto; possiamo decidere una pausa di riflessione per far scendere la febbre delle polemiche; possiamo anche continuare a cercare una strada che piaccia alla Cisl e non alla Cgil. Ma non eviteremo il problema di fondo che è quello di decidere se vogliamo andare avanti o meno lungo la strada che abbiamo tracciato e che è in linea con le indicazioni di Bruxelles". |