10/3/2006 ore: 12:19

Legacoop vara l'autoriforma

Contenuti associati

    venerd? 10 marzo 2006

    Pagina 41 - Economia

    Prima assemblea delle cooperative dopo gli scandali finanziari: "Nulla sar? pi? come prima"
      Legacoop vara l?autoriforma
      "Ma la ferita Unipol brucia ancora"


      LUISA GRION

      ROMA - Sono convinti che la bufera sia passata e sono sicuri di esserne usciti bene, a testa alta. Ma la vicenda legata all?opa Unipol su Bnl ha lasciato un segno indelebile sulla Lega delle cooperative. I primi a dirlo sono proprio loro: nulla potr? essere come prima. Per essere credibile e continuare a difendere la propria ?diversit? dalla societ? di capitali, Legacoop dovr? avviare un?autoriforma. A partire dalla definizione di nuovi vertici che introducano la separazione fra ?propriet? e ?gestione?.

      Questa ? la conclusione cui ? arrivata ieri l?assemblea nazionale di Legacoop, il primo grande appuntamento fra delegati dopo le note vicende dei mesi scorsi. All?ordine del giorno ci doveva essere ?la proposta d?interventi da sottoporre al governo che verr?. Ma ? subito apparso chiaro che il tema del giorno era un altro: il ?dopo? Unipol.
      La linea per affrontare la questione l?ha data Giuliano Poletti, presidente di Legacoop: le cooperative devono essere ?orgogliose? di quello che sono e del peso che hanno raggiunto nell?economia italiana (le stime indicano una produzione in crescita per oltre il 4 per cento e occupazione in aumento del 2,12); devono essere convinte che il desidero di espansione verso societ? di capitali ? sano e che ?l?iniziativa Unipol era pienamente legittima? tant?? che ?le osservazioni di Bankitalia non erano riferite al progetto, ma alle garanzie patrimoniali e alla stabilit? del gruppo nascente?. Poi certo ?l?epilogo ? stato diverso da come preventivato?, anche perch? ci sono stati limiti nella proposta di Unipol (?un?insufficiente esplicitazione della natura, finalit?, relazione fra il progetto e l?insieme del mondo cooperativo?) e ?comportamenti scorretti? di Consorte e Sacchetti. Ma il sistema ha saputo reagire, i vertici si sono dimessi. C?? stata insomma ?una buona conclusione per una vicenda? che non ? stata ?n? semplice, n? indolore?.
        Ma il punto ? proprio questo: passata la bufera non si pu? far finta di niente. ?Nulla ? come prima? ammettono i delegati: bisogna tener conto dello scarso coinvolgimento che c?? stato fra il mondo cooperativo e i vertici, bisogna far notare l?incompatibilit? che c?? stata fra i valori della cooperazione e l?eticit? dei comportamenti sostenuti. Insomma per continuare a sostenere la ?diversit? dagli altri bisogna cambiare. Come? Anche qui Poletti ha lanciato la proposta destinata a concretizzarsi nel congresso del prossimo novembre: ?lavorare sul rapporto fra soci, cda e manager?. Che tradotto vuol dire: separare i ruoli della propriet? (presidenza) da quelli della gestione (amministratore delegato) e pensare a limiti per la durata delle cariche, a ?liste di minoranza? che potenzino il ruolo dei soci. Innovazioni che probabilmente non saranno digerite facilmente dalle societ? aderenti: cos? come all?Unipol, nelle prime cento coop per dimensioni, presidenza e gestione sono unificate. Obiettivo di Poletti ? quello di ?coinvolgerle gli attuali vertici nel rinnovamento: i problemi esistono, ma la definizione di padri-padroni usata nei loro confronti ? esagerata?. Per procedere al rinnovo non serve nemmeno rivedere il diritto societario entrato in vigore nel 2005, basta varare codici di autoregolamentazione.