9/2/2002 ore: 10:44

La Cgil tentata dallo sciopero separato

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Il congresso di Rimini - Crescono le divergenze strategiche tra la confederazione di Cofferati e Cisl e Uil
La Cgil tentata dallo sciopero separato
Ma anche all'interno del maggiore sindacato convivono posizioni e sfumature diverse Massimo Mascini
(DAL NOSTRO INVIATO)
RIMINI - Sergio Cofferati spiegher? questa mattina al popolo della Cgil le ragioni dell'ineluttabilit? di uno sciopero generale. Chiudendo il congresso davanti a 10mila persone, il segretario del maggiore sindacato italiano ribadir? la decisione di continuare nonostante tutto a chiedere alle altre confederazioni la prova pi? forte, per convincere il Governo a cedere sullo stralcio dell'articolo 18, quelle dei licenziamenti. I dubbi che i segretari di Cisl e Uil hanno espresso davanti al congresso nei loro interventi non lo fermeranno. Continuer? a spiegare perch? non ? possibile fermare la mobilitazione in atto da settimane. Lo far? sull'onda del congresso, dove per tutta la giornata si ? continuato a dibattere quasi solo questo tema, mettendo in evidenza le posizioni pi? disparate. Il documento finale del congresso affermer? infatti l'importanza dello sciopero generale, al limite anche da soli, ma la Cgil tutto ? meno che un monolite su questo punto. Ci sono i pi? drastici, con in prima fila il segretario dei meccanici, Claudio Sabattini, convinto di dover andare avanti anche in solitudine. E ci sono quelli che pensano invece che si debba recuperare a tutti i costi un massimo di unit? sindacale, non perch? non sia giusto pensare di arrivare allo sciopero generale, ma perch? solo uniti si pu? sperare di far cambiare idea al Governo. L'unit? in effetti ? un po' pi? lontana, come anche ha rilevato ieri il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ma resta un valore per tutti, anche per i pi? scettici. I pi? drastici sono i metalmeccanici, nuovi e vecchi. Giorgio Cremaschi, appena entrato in segreteria Fiom, pensa che non si possa rinunciare allo sciopero generale perch? ? la cosa pi? temuta dal Governo. Per Gianni Rinaldini, tra qualche settimana segretario generale Fiom, lo sciopero generale ? almeno ?inevitabile?, come dimostrano, afferma, le stesse parole pronunciate da Pezzotta. ?Il segretario della Cisl - ricorda Rinaldini - ha detto due cose, che tra noi esistono divergenze strategiche e che non accetta regole di comportamento. Ma questo altro non ? che la premessa per giustificare accordi separati, perch? senza regole e avendo differenze tra noi cos? forti, un accordo unitario non pu? che essere figlio del caso?. Per lo sciopero generale ? anche Laimer Armuzzi, segretario dei dipendenti pubblici. Solo che ha annunciato un percorso diverso, perch? a suo avviso l'unit? d'azione va costruita dal basso, nei posti di lavoro, partendo dagli scioperi forti di queste settimane. ?Convinceremo i lavoratori di Cisl e Uil - ha detto - e sciopereremo, anche a costo di dispiacere ai vertici di queste due confederazioni?. Un invito a non demonizzare lo sciopero generale ? venuto da Valeria Fedeli, segretario generale dei tessili, che pure ? molto attenta all'unit?, tanto che ha gi? messo a punto con i tessili di Cisl e Uil delle norme per regolare i contratti europei e, quindi, anche quelli nazionali. Un richiamo forte quindi alle ragioni dell'unit?, lo stesso che viene da un altro metalmeccanico, Roberto Nencini. A suo avviso c'? una differenza netta, perch? l'unit? ? ?una strategia? per le organizzazioni sindacali, una ?necessit? assoluta? per i lavoratori. ?Dobbiamo batterci - dice - per far prevalere il peso dei lavoratori, ma non credo sar? difficile, perch? in queste settimane i valori unitari si sono rafforzati?. Meno affezionati alle ragioni dello sciopero generale da fare comunque sono Edoardo Guarino, leader dei chimici, e Agostino Megale, presidente dell'Ires. Per il primo ? importante non spezzare i fili unitari intessuti in queste settimane da Cofferati, e cercare di cambiare la testa di chi ha votato per Berlusconi, perch? questa ? la strada per costringere il Governo a cambiare strada. Per il secondo ? indispensabile andare avanti, non arrendersi mai, ma nemmeno dimenticare che per la Cgil lo sciopero non ? mai stato un fine, la spallata finale, ma solo uno strumento per raggiungere gli obiettivi unitariamente individuati. E le differenze manifestatesi, crede, non devono spingere la Cgil a ?rinunciare a costruire le condizioni per continuare unitariamente la battaglia per i diritti?. Interessante anche il discorso svolto da Aldo Amoretti, segretario della Sicilia. Pezzotta e Angeletti ?non hanno detto n? corbellerie, n? malvagit?, ma hanno certamente detto una sciocchezza quando hanno affermato l'inutilit? dello sciopero generale?. Importante ? sempre mettere a confronto le proprie tesi. ?Perch? - spiega - rincorrere accordi magari solo parziali non ? certo opportunismo straccione, ma tutto deve sempre partire dal confronto delle idee?. Mauro Zipponi, segretario dei metalmeccanici lombardi, critica la Cgil perch? non ? stata esposta una vera strategia sindacale. ?In questo vuoto - dice - resta solo la proposta di Pezzotta?.

Sabato 09 Febbraio 2002