10/7/2007 ore: 10:30
La Cgil: tassare le rendite finanziarie, non il lavoro
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Pagina 3 - Economia La Cgil sul Dpef: per reperire risorse tassare le rendite finanziarie, non il lavoro di Bianca di Giovanni/Roma Gli altri leader sindacali si pongono sulla stessa linea quanto alle rendite. Eppure di quell’aliquota media al 20% (in linea con l’Europa) di Bot, Cct, azioni e fondi (oggi il prelievo è al 12,5%) non c’è traccia nel nuovo Dpef. Dov’è finita? La commissione Finanze della Camera ha stralciato la norma dopo essere rimasta impigliata in un impasse difficilmente sormontabile. La maggioranza ha proposto infatti che solo le nuove emissioni venissero tassate con la nuova aliquota, lasciando le vecchie con al 12,5%. Il doppio regime però preoccupa il governo perché potrebbe aprire le porte a comportamenti «devianti». Per esempio, i piccoli potrebbero essere indotti a vendere i loro «pacchetti» da parte dei fondi. L’ultima proposta avanzata dai deputati era quella di mantenere l’aliquota al 12,5% per i titoli di vecchia emissione fino a quando non fossero stati ceduti: ma anche questo sembra difficile da far «digerire» al mercato, che non ama troppe complicazioni. Nessuna soluzione: così si è arrivati allo stralcio. A questo punto il governo dopvrebbe presentare una nuova ipotesi nella prosisma finanziaria (insieme al provvedimento che dovrebbe introdurre anche la cedolare secca sulle rendite immobiliari, cioè sugli affitti), ma nel Dpef non vi è traccia di rendite. Vero è che la partita è già tutta in mano al Parlamento, che potrebbe procedere senza puntare ad una intesa tecnica sul doppio regime. Ma i deputati preferiscono frenare, evitando soluzioni lontane dai desiderata dell’esecutivo, e chiedere una nuova mossa del governo. Il fatto che nel Dpef non se ne parli fa presupporre che la soluzione tecnica non sia ancora stata trovata. Prosegue invece la parte della delega che riguarda il nuovo catasto, in cui è stata inserita anche l’iniziativa sullo sconto Ici e sugli sgravi per chi è in affitto. Salutata con favore da tutte le parti socilai l’iniziativa sull’Ici, ricordata anche nel Dpef. L’ugl chiede però che fin quando non si avvia lo sconto, resti ferma anche l’imposizione attuale, evitando gli aumenti per i centri storici che la riforma del catasto preannuncia. Sul resto del Dpef, la Confindustria chiede meno tasse sulle imprese. «Quando anche la Germania avrà varato la riforma - dichiara in commissione Maurizio Beretta - saremo all’ultimo posto in Europa». Sull’altro fronte i sindacati, che chieno più risorse per salari e pensioni. Promossa da Cgil, Cisl e Uil anche la proposta degli aiuti ai figli. |