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L’Unione: cancelleremo la flessibilità precaria e senza garanzie
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domenica 27 novembre 2005
Pagina 15 Economia & Lavoro
L’Unione: cancelleremo la flessibilità precaria e senza garanzie
I Partiti della coalizione stanno concludendo l’elaborazione del documento sul tema del lavoro. Damiano: convergenze importanti
di Bruno Cavagnola / Milano
IL LAVORO L’appuntamento è per domani pomeriggio, quando verrà fatto il punto sul documento dell’Unione dedicato al lavoro. Quello su Welfare e lavoro è infatti uno dei 12 tavoli messi in piede dall’Unione in vista della costruzione del programma per il governo del Paese. «I temi su cui abbiamo lavorato in questi mesi - ci spiega il coordinatore del Tema Lavoro per l’Unione, Cesare Damiano, della segreteria dei Ds - sono sostanzialmente quattro: mercato del lavoro, ammortizzatori sociali, potere d’acquisto e rappresentatività sindacale. Si tratta di temi su cui si è registrata una convergenza importante».
Il principale punto rimasto ancora sospeso è quello che riguarda la Legge 30 di riforma del mercato del lavoro. Alcuni partiti ne vorrebbero l’abrogazione, altri (come i Ds e la Margherita) sono per il suo superamento.
«Su alcune questioni però - aggiunge Damiano - siamo tutti d’accordo: a cominciare dalla cancellazione delle figure più precarie, dal lavoro a chiamata allo staff leasing, dai contrattidi inserimento al job sharing. E tutti d’accordo siamo anche sul fatto che il lavoro flessibile non può costare meno di quello stabile».
Sul tema del mercato del lavoro inoltre i partiti dell’Unione concordano sul fatto che al nostro sistema produttivo non serva una flessibilità selvaggia e senza regole,quale abbiamo Ora. Serve invece una buona flessibilità per un numero limitato di tipologie. Vanno dunque superate le distorsioni che si sono venute a creare nell’utilizzazione di certe tipologie, come il lavoro a progetto, per arrivare a fissare soglie di flessibilità in rapporto al numero totale dei dipendenti.
«Sulla riforma degli ammortizzatori sociali - aggiunge poi Damiano - pensiamo a strumenti che siano adeguati al nuovo mercato del lavoro che prevede occupazioni sia stabili che flessibili. Pensiamo dunque a indennità di disoccupazione per tutti, ad un’estensione della cassa integrazione a settori come il terziario e le piccole imprese. A creare insomma una rerte di sicurezza in caso di perdita del lavoro».
Sul potere d’acquisto infine si pensa ad un superamento del criterio dell’inflazione programmata per arrivare a meccanismi in grado di coprire efficacemente le retribuzioni dall’inflazione reale. Oltre che ad altre misure, come la restituzione del dreanaggio fiscaler alle famiglie e la riduzione delle tasse per le retribuzioni medio basse.
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