14/4/2006 ore: 12:17

L’Unione: basta con la precarietà

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    venerd? 14 aprile 2006

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    L’Unione: basta con la precariet?
      Damiano: sulla legge 30 il centrosinistra ha il suo
      programma, la norma sar? riscritta radicalmente

      di Felicia Masocco / Roma
        UNA TEMPESTA IN UN BICCHIERE - ?Mi sembra una discussione totalmente inutile, di lana caprina, una tempesta in un bicchier d’acqua?, appunto. Cos? Cesare Damiano definisce il clamore che ha accompagnato le parole di Guglielmo Epifani sulla legge 30. Un nuovo governo ancora non c’? e gi? avrebbe la prima ?grana?. ?Sul tema del lavoro, che ? ben pi? ampio della sola legge 30, esiste un accordo di tutti i partiti del centrosinistra. L’Unione deve governare e realizzare il patto di programma stipulato con gli elettori - dice il neodeputato che ha materialmente scritto le proposte del centrosinistra sul lavoro-. E noi i programmi li applichiamo senza interpretazioni che vengano da destra o da sinistra. Andremo ad una radicale riscrittura della legge 30?.
          C’? stata una valanga di reazioni alla posizione del leader della Cgil. Posizione che altro non ? (e non potrebbe essere altrimenti) quella uscita dal congresso che si ? tenuto poco pi? di un mese fa. Lo stesso in cui Romano Prodi ? stato salutato come un leader, e in cui Epifani nella relazione introduttiva ha parlato di ?superamento? di quella riforma e non di ?cancellazione?, parola che appare invece nel documento finale seguita da un elenco di proposte. ? il ?pieno? di cui parla spesso il leader della Cgil e che poi ? la vera cosa che interessa la stragrande maggioranza del suo sindacato. Quelle proposte sono molto simili a quelle dell’Unione. Non a caso Cesare Damiano parla di ?una larga convergenza registrata con le organizzazioni sindacali?. ?Questo non significa - aggiunge - totale identit?, io credo profondamente alla autonomia e alla diversit? dei ruoli della politica e degli attori sociali?. E ci crede anche Epifani.
            Una totale identit? tra la posizione della Cgil e quella dell’Unione infatti non c’?, ma nel merito i due documenti aderiscono per gran parte. Divisi sulla ?cancellazione?? Sull’esigenza di una nuova legge? ?Una volta applicato il programma dell’Unione si avrebbe automaticamente una nuova legislazione sul lavoro, la legge 30 non c’? pi? fa notare Fulvio Fammoni che per la Cgil ? il responsabile delle politiche sul lavoro. E questo a prescindere se si parla di cancellazione o no. ? comunque difficile immaginare la Cgil sulle barricate perch? l’Unione seguendo il programma non strappa la legge 30 ma si ?limita? a stravolgerne l’impianto precarizzante e a ridare - come ? scritto - centralit? al lavoro a tempo indeterminato, come del resto chiede la Cgil. N? si possono immaginare i Verdi lasciare la maggioranza a cui appartengono perch? il loro coordinatore Paolo Cento si dice d’accordo con Epifani. ?Il programma dell’Unione ? chiaro sul superamento della legge Biagi?, premette Cento, che poi d? la sua interpretazione: ?Qualsiasi riforma tesa a stabilizzare i rapporto di lavoro e introdurre nuove tutele, come il reddito di cittadinanza, avr? come premessa inevitabile la cancellazione, e non la parziale modifica, della legge Biagi?. Vorrebbe ?cancellarla? anche Marco Rizzo del Pdci e Paolo Ferrero, responsabile lavoro per Rifondazione il quale per? pragmaticamente riconosce: ?Il programma dell’Unione ha raggiunto un compromesso tra le varie forze politiche, parlando di superamento delle norme che precarizzano il lavoro. Noi ci atterremo a quel programma?. Il programma parla di ?cancellazione delle norme pi? precarizzanti? e in premessa di recita contrariet? ?ai contenuti della legge 30 oltre che ai decreti legislativi 276 e 368?. Non parla per? di abolizione totale. A sottolinearlo ? Tiziano Treu, della Margherita: ?Abbiamo discusso per mesi sapendo che non tutti la pensavano allo stesso modo. ? stato poi sottoscritto un accordo e tutti i segretari di partito si sono impegnati ad attuarlo?.
              Questa ? la politica con le sue mediazioni. Il compito del sindacato, ? un altro. Per la Cgil ? quello di premere per spostare la mediazione pi? avanti. Per Cisl e Uil ? migliorare la legge con la concertazione,come afferma il leader della Uil Luigi Angeletti ?contrario? alla cancellazione della legge. ?Se la Cgil pensa di dialogare partendo dall’assunto che la legge Biagi va cancellata, la concertazione non far? nemmeno un metro?, ammonisce. Un coro di no viene anche dalle imprese, da Confindustria a Confcommercio, dalla Cna alla Confesercenti. Per viale dell’Astronomia la riforma non va abrogata, semmai completata con gli ammortizzatori sociali. ?? nell’interesse delle imprese e del paese? - spiega il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo che accusa Epifani di ?fare politica?. Replica Fammoni: ?Trovo singolare che se la Cgil chiede di cancellare la legge fa politica mentre se Confindustria dice lasciamo tutto com’? farebbe gli interessi del paese?.