L'opposizione lancia la controffensiva
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10.07.2002 L'opposizione lancia la controffensiva di Ninni Andriolo |
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L’esigenza di far muro contro la politica di Berlusconi, infatti, spinge tutti a mettere in cantiere una iniziativa inedita: la Convention delle opposizioni da tenersi a settembre per organizzare un lavoro unitario da sviluppare in Parlamento e nel Paese. Il primo obiettivo? Contrastare la linea economica e sociale del governo che si materializzerà nella prossima legge Finanziaria. Il secondo? Preparare per tempo le amministrative del 2003 facendo tesoro delle intese tra Ulivo e Prc che hanno creato, già quest’anno, non pochi problemi al centrodestra nelle province e nei Comuni andati al voto. Sull’uno e sull’altro terreno inizierà da subito «un impegno comune» con la creazione di appositi gruppi di lavoro. Il suo esito? Verrà verificato strada facendo, ma una cosa è chiara: la convention del centrosinistra è ormai annunciata. L’impegno, adesso, è quello di realizzarla, «farla diventare fruttuosa» come dicono i dirigenti diessini. Il segretario della Quercia ha definito «molto positivo» l’incontro di martedì. «Abbiamo discusso di come dare seguito ad un'ulteriore convergenza e collaborazione tra Ulivo, Rifondazione comunista e tutte le opposizioni», ha detto Fassino parlando dell’importanza delle elezioni del 2003 e sottolineando il fatto che l’intesa tra Ulivo e Prc «lancia un messaggio alla nostra gente di collaborazione e di unità». «Abbiamo affrontato tutti i temi dell'agenda politica - commenta Bertinotti - compresa la situazione creatasi con la firma del Patto per l'Italia tra Cisl, Uil e governo». E proprio a proposito del Patto nell’incontro si sono ripresentati accenti diversi tra Rutelli e lo stesso Fassino, mentre Bertinotti ha ribadito la necessità di una «iniziativa forte» che non escluda il ricorso all’ostruzionismo parlamentare per contrastare la modifica legislativa dell’articolo 18. Se Bertinotti rimarca l’identità di vedute tra Cgil e Rifondazione, Rutelli spiega che l’Ulivo deciderà unito cosa si dovrà fare in Parlamento e insiste molto sul tema dell'autonomia tra politica e sindacato. «Quando i sindacati sono uniti vincono, quando invece sono divisi rischiano di fare un regalo al governo», spiega il leader dell’Ulivo. «Io non posso che portare rispetto di fronte ad un sindacato che tratta, come hanno scelto di fare Cisl e Uil - aggiunge Rutelli - Poi, certo, giudico il risultato nel merito». Oggi la delegazione Ds ribadirà tre cose durante l’incontro con il segretario della Cgil, Sergio Cofferati: l’impegno contro il Patto in Parlamento e nel Paese; il sostegno a tutti i lavoratori al di là delle tessere sindacali; la necessità di lavorare per l’unità dell’Ulivo e del sindacato. Per Bertinotti, comunque, «è del tutto evidente» che al di là della volontà di un lavoro comune «ci sono divergenze tra noi e l’Ulivo». Una di queste riguarda il referendum sull’allargamento dell’articolo 18 alle imprese che hanno meno di quindici dipendenti promosso da Rifondazione e non condiviso né da Rutelli, né da Fassino. Quel referendum, ripete Rutelli, «punta ad irrigidire il mercato, mentre noi vogliamo accrescere le tutele». Insomma: l'Ulivo, secondo il suo leader, «dialoga con le forze anche più radicali, come il Prc. Ma è riformista». Una dichiarazione che ripropone una scelta precisa: un Ulivo che si confronta e stabilisce accordi, ma non si allarga a Rifondazione. Una scelta diversa, nella sostanza, da quella che portano avanti altri settori della coalizione che puntano a un nuovo centrosinistra con Bertinotti e Italia dei valori. |