2/11/2006 ore: 10:40
L’inflazione precipita sotto il 2%
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Pagina 15 - Economia & Lavoro FRENATAFrenano i prezzi al consumo, calano sotto la soglia del 2% e contengono la crescita a un 1,8% tendenziale. La stima preliminare dell’Istat attesta il -0,1% in ottobre su base mensile. Era da giugno 2005 che l’indice non registrava una variazione cos? modesta. La riduzione deriva essenzialmente dai prezzi di energetici e sanitari, entrambi in calo. E, sempre grazie a prezzi energetici pi? contenuti, decelera l’inflazione in tutta la zona Ocse, con un calo tra agosto e settembre dello 0,1%. Ma torniamo all’Italia: il comparto energetico ha registrato ad ottobre una flessione del 2% rispetto a settembre, e un aumento annuale dell’1,4%, in netto rallentamento rispetto al +5,9% di settembre e agli incrementi in molti casi superiori al 10% registrati nei mesi precedenti. A diminuire ? stata soprattutto la componente cosidetta non regolamentata, di cui i carburanti fanno parte: rispetto a settembre, il calo ? stato del 4,2% e rispetto ad ottobre 2005 del 5%. Cos?, i prezzi della benzina sono diminuiti del 5,2% rispetto a settembre e del 7,5% rispetto a ottobre 2005; quelli del gasolio del 5,3% rispetto a settembre e del 7,1% su ottobre dell’anno scorso. Pi? in generale, il capitolo trasporti ha registrato un calo dell’1,1% rispetto a settembre e un aumento contenuto dello 0,6% rispetto ad ottobre dello scorso anno. Per la componente regolamentata (tariffe del gas e dell’energia elettrica), si sono invece registrati altri aumenti, sia su base mensile (+0,7%), sia su base annulae (+10,4%). Le tariffe energetiche, in particolare, hanno segnato un rincaro congiunturale dell’1,3% e tendenziale del 14%. Per i medicinali, l’Istat ha rilevato una diminuzione mensile del 3,3% e annuale del 6,9%. Un contributo inflazionistico ? invece arrivato da alimentari e servizi. I primi hanno segnato un incremento del 2,7% su base annua e dello 0,2% su base congiunturale. I servizi, per quanto riguarda le spese per istruzione, hanno accusato una crescita del 2,3% annuale e dell’1,4% mensile. Ad oggi, il tasso di inflazione acquisito per il 2006, spiega l’Istat, risulterebbe pari al 2,1%. Ed ? la stessa stima anche dell’Isae. Tutti dati che non temperano lo scetticismo di Confcommercio e consumatori, per i quali conviene essere prudenti e verificare se terminato l’effetto petrolio non ci sia una nuova ripresa dei prezzi al consumo. Adusbef e Federconsumatori tornano a dubitare dell’attendibilit? degli indicatori e ritengono opportuno che l’Istat diffonda anche dati inflattivi ?legati ai redditi delle diverse fasce sociali dei cittadini?. Chiedono anche che ?si faccia finalmente chiarezza su quanto avvenne nel 2002, al momento del cambio lira-euro, quando un intero scalone inflattivo non venne registrato, tanto che le trasciniamo ancora oggi?. Ancora qualche dato: gli incrementi tendenziali pi? elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+4,9%), Abitazione, acqua, elettricit? e combustibili (+4,6 %), Servizi ricettivi e di ristorazione e Altri beni e servizi (+2,8 %). Variazioni tendenziali negative nei capitoli Comunicazioni (-2,9%) e Servizi sanitari e spese per la salute (-1,2 %). Quanto agli aumenti congiunturali, quelli pi? significativi si sono verificati per i capitoli Istruzione (+1,4 %), Abbigliamento e calzature (+0,5%) e Comunicazioni (+0,4 %). Variazione nulla per Bevande alcoliche e tabacchi, negativa per Servizi sanitari e spese per la salute (-1,2 %), Trasporti (-1,1%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,8 %). |