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Inps, superbonus a quota 35 mila
Inps, superbonus a quota 35 mila
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 mercoledì 23 marzo 2005
Pagina 34 - Economia
LE CIFRE
Non ancora quantificabili gli effetti economici. L´Istituto avvertirà chi può lasciare il lavoro Inps, superbonus a quota 35 mila crollano le pensioni di anzianità
ROMA - Il «superbonus» piace. La possibilità di restare al lavoro anche dopo aver raggiunto i requisiti necessari per ottenere la pensione d´anzianità - incassando i contributi in busta paga - raccoglie consensi fra gli iscritti all´Inps. L´istituto fa sapere che fino all´altro ieri - 21 marzo - sono pervenute 35.309 richieste d´accesso al bonus previdenziale. Nella stragrande maggioranza dei casi - 31.837casi - si tratta di domande inviate da lavoratori maschi, solo 3.472 domande sono state inviate da donne. La Lombardia svetta su tutte le altre regioni: da sola concentra il 23,92 per cento delle domande. Le richieste già accolte sono 24.874.
Il fatto che i lavoratori apprezzino l´offerta e preferiscano intascare subito qualcosa in più piuttosto che lasciare il lavoro, va di pari passo con il calo - atteso dall´Inps - sulle pensioni di anzianità. L´istituto calcola che quest´anno , rispetto al 2004, vi sia una diminuzione pari a 83.649 richieste, concentrate quasi esclusivamente fra i lavoratori dipendenti.
Nel 2005 si prevede che il numero delle pensioni complessive del fondo lavoratori dipendenti diminuisca di 109.251 unità passando da 10.605.606 a 10.496.355. Le pensioni di anzianità liquidate nell´anno - anche grazie al rinvio dell´uscita dal lavoro dagli occupati che hanno chiesto il bonus in busta paga - dovrebbero raggiungere quota 60.263 unità, 82.499 in meno rispetto alle 142.762 liquidate nel 2004 ( meno 57 per cento). Per il fondo lavoratori autonomi si prevede un aumento complessivo di 128.550 pensioni da 3.540.400 a 3.668.950. Le pensioni di anzianità liquidate nell´anno per gli autonomi dovrebbero essere 80.640, 1.150 in meno rispetto a un anno prima. Quanto alla gestione parasubordinati si stimano, per il 2005, 66.905 pensioni, 16.749 in più rispetto a un anno prima.
Entro quest´anno, comunque, l´Inps promette di essere in grado di «avvisare» quattro mesi prima tutti i lavoratori che stanno raggiungendo i requisiti necessari per andare in pensione e di comunicare loro in anticipo l´importo dell´assegno a cui avranno diritto. In aprile partirà una sperimentazione riguardante l´Umbria e l´area metropolitana di Milano, poi il servizio sarà esteso a tutto il territorio nazionale. Altri due obiettivi che l´istituto vuole raggiungere sono la diminuzione dei tempi necessari alla erogazione dell´assegno e il potenziamento dei servizi telematici: da aprile i certificati di malattia dei lavoratori potranno essere inviati - tramite rete - direttamente dal medico curante evitando che il lavoratore debba spedire il documento all´Inps e evitando anche di ingolfare l´istituto con più di 12 milioni di certificati cartacei l´anno.
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