9/2/2005 ore: 11:52
Il Welfare punta sulla mobilità
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mercoledì 9 febbraio 2005 sezione: ITALIA-POLITICA - pagina 15 Il Welfare punta sulla mobilità Premio di risultato per le agenzie di collocamento Aliquota sostitutiva per il lavoro straordinario È questa una delle misure che sarà all'attenzione del ministro dell'Economia Siniscalco — in vista del provvedimento sulla competitività — e che sarà inserita in un pacchetto ribattezzato dal Welfare "legge Biagi 2". Ma questo pacchetto diventerà prezioso soprattutto a Palazzo Chigi, diventato il luogosimbolo di tutte le crisi industriali italiane. Perchè ora gli ammortizzatori non bastano più a raffreddare un clima sociale che sta diventando incandescente. E allora al Welfare puntano a far "fruttare" i soldi spesi sugli ammortizzatori come fossero un investimento, per creare nuova occupazione. Ma pensano anche di estendere le casse integrazioni in deroga sulla scia di quanto fatto dagli artigiani (vedi intervista accanto). In questo scenario, si abbandona anche la logica per cui il disoccupato che trova un posto perde il sussidio. Piuttosto, ora si sta pensando di accompagnare le due strategie come fossero un tandem: l'indennità che porta verso una nuova occupazione. Succede così che, chi vorrà mettersi in proprio, potrà capitalizzare l'indennità di mobilità o di cassa integrazione. Con la stessa logica, si sta pensando di non cancellare più il sussidio (come accade ora) se il disoccupato accetta un posto a tempo determinato. Nelle nuove misure, quel sussidio viene solo sospeso per la durata del contratto per poi continuare a erogarlo fino alla scadenza. Un principio che si vuole applicare perfino ai contratti a tempo indeterminato se, per alcune ragioni, vengono interrotti. E si fa strada anche l'idea di una cumulabilità tra sussidio e retribuzione: se un disoccupato trova un lavoro saltuario, può cumulare l'indennità con il salario purché non superi il reddito percepito precedentemente. Al momento si tratta solo di idee scritte in una bozza di cui il ministro Maroni sta discutendo con il suo entourage. Più scontata appare la parte degli sgravi sul costo del lavoro per le aziende che assumeranno i disoccupati in mobilità. Un ruolo più aggressivo avranno invece le agenzie di collocamento che potranno contare su un "premio di risultato" se riusciranno a far assumere quei lavoratori espulsi dalle aziende e "mantenuti" dalla mobilità o dalla cassa integrazione straordinaria. Inoltre si lavorerà sull'articolo 13 della legge Biagi, facendo leva sulle agenzie di somministrazione. Si sta pensando anche a figure ibride, cioè, agenzie sociali che siano in parte pubbliche, in parte private. Altro capitolo è l'emersione, ma qui comincia una salita durissima. Una delle più importanti novità — ma anche la più difficile da realizzare — è l'emersione del lavoro straordinario che oggi, soprattutto al Nord, viene pagato in nero o, come si dice, "fuori busta". Oggi lo straordinario, fiscalmente, si cumula con la retribuzione ma al Welfare vorrebbero proporre un'aliquota sostitutiva secca, solo per l'extra-lavoro. Non è detto che la norma passi, non solo per i costi ma anche per l'impatto che una fiscalità differenziata potrebbe avere sul sistema. Sempre sul fronte dell'emersione si lavorerà molto sui voucher, cioè sui lavori accessori che verranno liberalizzati sia sulle tipologie di lavoro che sulle imprese che potranno occuparli (oggi riguarda solo le famiglie). Si pensa in particolare a tutto il settore del commercio e del turismo che hanno bisogno di figure professionali saltuarie. |