27/9/2002 ore: 10:43
Il turismo in crisi, governo latitante
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27 settembre 2002
Oggi convegno a Lamezia. Bersani: sfilata propagandistica
Il turismo in crisi
governo latitante
MILANO Indetta dal ministero delle
Attività produttive, la Conferenza
nazionale del turismo che si svolge
oggi e domani a Lamezia Terme è
una passerella propangandistica dalla
cui fase preparatoria - dicono a
nome dei Ds Pierluigi Bersani e Domenico
Di Resta - è emersa «confusione
e impreparazione, circostanza
preoccupante di fronte alla prospettive
del comparto e il permanere di
una forte fragilità del sistema turistico
italiano e di una “solitudine” nella
quale il comparto è lasciato ad
affrontare una situazione di crisi e
di difficili sfide competitive sul piano
internazionale». Che si tratti di
una «passerella propagandistica» è
più che evidente: tra oggi e domani
si esibirà a vendere fumo uno stuolo
spropositato di ministri e sottosegretari.
Secondo i Ds permane una
«inaccettabile contraddizione tra la
rilevanza economica e sociale del
turismo, uno dei settori trainanti
per fatturato e numero di imprese e
di occupati, e le difficoltà ad entrare
con le sue complesse problematiche
nell’agenda del dibattito politico e
dell’azione di governo». Secondo
gli esponenti diessini non basta il
lavoro che ha preparato la Conferenza
e «l’apprezzabile sforzo delle
associazioni di categoria, oltre che
delle Regioni e dei Comuni, per fornire
contributi positivi alla definizione
di una efficace politica del turismo».
Contributi, beninteso, vanificati
dalla organizzazione che ha
trasformato la Conferenza in una
“passerella propagandistica del governo
di centrodestra», mentre occorre
costruire «una sede per un
confronto reale e serrato sulle misure
struturali necessarie per dare
competitività e forza al turismo italiano».
Purtroppo - insistono Bersani
e Di Resta - spicca «il disinteresse
totale che ha caratterizzato l’iniziativa
del centrodestra in materia di
turismo, come dimostra la totale assenza
dei problemi del comparto
dal Dpef 2003-06 e il consuntivo di
un anno di governo che è assolutamente
deludente». I Ds chiedono
che dalla Conferenza «vengano segnali
chiari di un’inversione di tendenza,
l’indicazione di precise linee
di sviluppo, a cominciare dal turismo
nel Sud, e soprattutto che i
segnali vengano tradotti in misure
concrete nella legge finanziaria».
Bersani teme tuttavia che la Conferenza
si risolva in un buco nell’acqua,
senza contatto con la realtà:
«Noi non diciamo che se il mondo
non gira è colpa di Berlusconi - ironizza
il responsabile economico dei
Ds - anche perché non riteniamo
che Berlusconi possa far girare il
mondo, ma resta il fatto che per il
turismo il governo Berlusconi ha
fatto meno di nulla».
Forse quello fornito dai sindacati
sarà uno dei pochi contributi veramente
utili al rilancio del settore,
con documenti unitari sul «turismo
sostenibile» e su «lavoro, impresa
ed occupazione».
g.lac.