31/3/2006 ore: 11:58

Il Tesoro ammette: deficit più alto

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    venerd? 31 marzo 2006
      Pagina 4 - Primo Piano


      LA TRIMESTRALE - SECONDO INDISCREZIONI IL DISAVANZO DOVREBBE SALIRE AL 3,8% DEL PIL. GI? LE PREVISIONI DI CRESCITA: DALL’1,5 ALL’1,3%. VISCO: PRESSIONI DEL GOVERNO SULLA RAGIONERIA

      Troppe incognite
      Per restare dentro
      i parametri concordati
      con l’Unione europea
      bisogna raggiungere
      tutti gli obiettivi indicati
      nella Finanziaria 2006
      Secondo i tecnici
      c’? il rischio che
      il ?rosso? arrivi
      fino al 4 per cento

      Il Tesoro ammette: deficit pi? alto
        Allarme debito. Preoccupa la corsa dei tassi. Il rendimento dei Btp vola al 4 per cento

        Stefano Lepri
          ROMA
          Deficit pubblico 2006 al 3,8% del prodotto interno lordo: filtra dal ministero dell’Economia questa cifra, con cui Giulio Tremonti vorrebbe mettere a tacere le polemiche elettorali sui conti pubblici. L’obiettivo originario del governo era 3,5%, il divario dunque non ? grande, e il 3,8% ? il massimo ammesso dagli accordi presi con l’Europa. Nella Relazione trimestrale di cassa del Tesoro, che sar? pronta tra oggi e domani, cala per? la previsione di crescita dell’economia italiana, all’1,2 o 1,3%, rispetto all’1,5% finora auspicato dal governo, in un momento in cui nel resto d’Europa queste cifre vengono riviste verso l’alto.
            ?Sar? un boomerang per l’Unione - ha detto ieri Tremonti - perch? centreremo in pieno gli obiettivi europei. Dovranno chiedere scusa?. Tuttavia ? difficile che la polemica politica si chiuda, perch? la previsione di deficit nella Trimestrale si fonda sull’ipotesi di ?piena realizzazione? della legge finanziaria 2006. Ma di alcune misure ? presto per determinare l’esito: se i tagli di fondi alle aziende pubbliche non le spingeranno a indebitarsi sul mercato (ad esempio, l’Anas manca anche dei fondi per la manutenzione ordinaria, e ha interrotto le spese per importanti opere); se l’esenzione dell’Ici agli enti religiosi avr? un effetto sulle entrate; se saranno raggiunti i 2 miliardi di gettito dal concordato fiscale, che non sar? possibile proporre quest’anno a tutti i contribuenti interessati.
              La voce insistente ? che i tecnici della Ragioneria generale dello Stato abbiano indicato rischi di deficit 2006 fino al 4%, a causa dello slittamento dei pagamenti di alcuni contratti pubblici (lo stesso fattore che ha pesato molto nel migliorare al 4,1% del prodotto lordo, contro una previsione del 4,3%, il deficit 2005) e di possibile indebitamento sommerso nella sanit?. La previsione ufficiale sarebbe stata contenuta al 3,8% (anzi non si esclude un ritocco all’ingi? dell’ultima ora, al 3,7%) per non sforare il massimo concordato l’estate scorsa con le autorit? europee. L’ex ministro Vincenzo Visco, Ds, accusa Tremonti di ?pressioni politiche? sulla Ragioneria; il sototsegretario Michele Vietti, Udc, le nega.
                Anche sulla crescita ? probabile che Tremonti si allinei sulla previsione ufficiale formulata dalla Commissione europea, +1,3%; sta di fatto che gli analisti dopo i dati del Pil nel quarto trimestre 2005 tendono a scendere pi? gi? (1,2%, ha detto ieri l’economista di Capitalia Attilio Pasetto; 1,0%, secondo Lucia Lorenzoni del Montepaschi). Ogni due decimi di crescita in meno si ha, grosso modo, un decimo di deficit in pi?. Gi? alcuni centri studi stimano un deficit 2006 ben oltre il 4%; Prometeia far? consocere la sua previsione oggi. Intanto per il complesso dell’area euro la crescita punta nettamente al 2%.
                  Nelle previsioni del Tesoro ? incorporato un aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico nel corso dell’anno. Per? il rialzo dei tassi guida da parte della Bce sar?, secondo le attese oggi prevalenti sui mercati, pi? rapido di quanto si ritenesse prima: dall’attuale 2,5% fino al 3,25% a fine anno, proprio perch? nel resto dell’area euro la ripresa si consolida. Tutta la curva dei tassi ha cominciato a salire, in Europa: lo testimonia il brusco rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato all’asta di ieri, i Cct che ritornano al 3% (19 centesimi in pi?), il Btp a 15 anni al 4% (26 centesimi in pi?).
                    Nel clima della campagna elettorale, alcune voci del centro-destra hanno tentato di attribuire il rialzo alle incertezze politiche sulla ?tassazione delle rendite finanziarie?. Ma se cos? fosse, osservano gli operatori, si sarebbe allargato sensibilmente lo ?spread?, ossia la differenza di interesse, rispetto ai titoli degli altri Paesi dell’area euro; invece lo spostamento ? stato marginale, da 22 a 24 centesimi rispetto ai titoli tedeschi, e c’? pure chi lo attribuisce ai dubbi sui conti pubblici e sulla credibilit? della Trimestrale. D’altra parte, si fa osservare, i prezzi alle aste dei Bot li determinano soprattutto i grandi operatori (i cosiddetti ?lordisti?) che la tassa non la pagano.