8/2/2007 ore: 10:49
Il cardinal Silvestrini varcherà la soglia della Cgil
Contenuti associati
Pagina 15 -Economia & Lavoro SINDACATO E CATTOLICI Con tale iniziativa, come spiega Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione Di Vittorio, si avviano a conclusione le varie manifestazioni tese a riflettere su un secolo dedicato al lavoro. Non poteva mancare, dunque, una discussione sui rapporti del sindacato col movimento cattolico. È un po' la storia tormentata dei "rossi" e dei "bianchi", spesso contrapposti, spesso uniti. Ghezzi ricorda le incomunicabilità degli inizi del Novecento. Tra i cattolici che costruivano strutture proprie in contrasto con quelle nettamente socialiste. Fino alla Cil (1918), quella che potremmo definire in qualche modo la mamma della Cisl odierna, a fianco dell'allora Cgl (senza la i). I capi erano Achille Grandi e il futuro presidente della repubblica Giovanni Gronchi. E' un’epoca in cui, racconta ancora Giorgio Ghezzi, gli unici episodi d'unità d'azione investono i lavoratori delle campagne, soprattutto nel Cremonese (stessa patria più tardi di Pierre Carniti) sotto la guida di Guido Miglioli. Quest’ultimo, scomparso a Milano nel 1954, aveva anche rilasciato (lo scopriamo nel sito milanese della Cgil) un'intervista a questo giornale, nel dicembre del 1924, dal titolo «I lavoratori delle organizzazioni bianche sono anch'essi per l'unità sindacale». La storia s'interrompe bruscamente con il fascismo. Poi riprende al finire della guerra con il patto di Roma fra Di Vittorio, Grandi e Buozzi. Buozzi è assassinato dai nazisti e Grandi muore, nella primavera del 1946, quando è ancora uno dei segretari generali della Cgil. Giulio Pastore diventa segretario della nuova Cisl e poco dopo i sogni unitari s'infrangono. Riprenderanno negli anni 60 e 70, quando le culture s'incontrano nel crogiolo di un movimento di lotta di grande livello e qualità. E anche per lo stimolo delle Acli guidate da Livio Labor. Poi tutto torna a incepparsi. Siamo ai giorni nostri, con alti e bassi. Ma il tema non è mai cancellato. Proprio in questi giorni un ex dirigente del partito comunista come Emanuele Macaluso, ha preso lo spunto da un articolo firmato sull'Unità da Achille Passoni, per denunciare la contraddizione tra la facilità con cui si pensa di poter dar vita al partito democratico e le difficoltà del movimento sindacale in campo unitario. Gli ha riposto tra gli altri proprio uno dei partecipanti all'incontro in casa Cgil, Pierpaolo Baretta, sostenendo che ad ogni modo ora nel sindacato si crede nel «pluralismo convergente e autoregolamentato». Occorre accontentarsi, spiega, di «una discussione aperta e sincera… anche nella prospettiva dell’evoluzione del quadro politico». Chissà che cosa ne penserà il Cardinal Silvestrini, ospite dei "rossi" cento anni dopo. Anche perché sua eccellenza saprà che nel popolo degli iscritti della Cgil (vedi il Veneto) non mancano certo i credenti. |