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Il 64% degli italiani ha tirato la...
Il 64% degli italiani ha tirato la cinghia
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martedì 10 gennaio 2006
Pagina 14 Economia & Lavoro
Bocciato il 2005 il 64% degli italiani ha tirato la cinghia
Indagine Confesercenti-Swg Più fiducia guardando al 2006
Milano
BOCCIATO - Gli italiani bocciano il 2005 lasciando il Paese in una situazione economica giudicata insufficiente dal 55% e negativa o pessi- ma dal 40%, mentre a valutarla in modo nettamente positivo è uno sparuto 5%. Nonostante tutto, però, si guarda al 2006 con fiducia ed aumenta la schiera di coloro che sperano nella ripresa. Questo il risultato di un'indagine Confesercenti-Swg sulla situazione del Paese e sulle aspettative degli italiani rispetto al futuro.
Sul giudizio ampiamente negativo per il 2005, secondo l'indagine, «pesano le difficoltà che hanno caratterizzato lo scorso anno, costringendo il 64% delle famiglie a tagliare le spese, soprattutto su abbigliamento (-43%), casa (-18%), vacanze (-18%) e alimentari (-14%). Lo studio fa comunque presente che «l'alta percentuale di pessimisti del 2004 (27%) si riduce ad un più contenuto 19% nel 2005».
Guardando al futuro, l'indagine registra attese in miglioramento: «vede invece prospettive migliori nel 2006, per sè e per l'Italia, il 30% degli italiani, anche se permane un 40% di pessimisti che vedono un fosco futuro per il nostro Paese». La ripresa economica, infatti, è già iniziata solo per il 9% degli intervistati, mentre il 17% si colloca nella fascia dei fiduciosi che aspettano la ripresa nei primi mesi di quest'anno. Gli altri aspettano. Il 23% punta alla fine del 2006.
Intanto, nell'attesa, gli italiani hanno tirato la cinghia e contro un 3% che dice di aver aumentato le spese, c'è un 64% che le ha ridotte. «Questo - secondo la Confesercenti - ci dà una precisa immagine del Paese, con un terzo degli italiani che mantiene la propria posizione e del rimanente due terzi che ha ridotto le spese e non ce la fa più. I tagli colpiscono tutti i settori e non Non sono immuni nemmeno gli alimentari con un meno 14%.
La prudenza e la preoccupazione che colloca la ripresa dalla fine del 2006 in poi evidenzia una cautela anche nelle scelte dei futuri investimenti. Più che dimezzato il numero di coloro che lo scorso anno ha dichiarato che avrebbe acquistato un immobile (9% contro il 20 precedente). Chi non compra ristruttura e consolida il proprio patrimonio, gli altri tagliano gli investimenti finanziari, mentre quasi la metà degli intervistati dice di non avere risparmi.
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