16/2/2004 ore: 10:54
I precari di mamma e papà
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| LUNEDÌ 16 FEBBRAIO 2004 |
| Pagina 12 - Economia | |
| LE FAMIGLIE E LACRISI |
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I precari di mamma e papà Lavoro incerto, fitti alti e i figli obbligati a restare a casa
Dal ´93 a oggi è aumentato il numero dei giovani che non lascia il "nido": siamo al 60% Indagine Astra Demoskopea: è sempre più difficile rendersi indipendenti MARIA STELLA CONTE
Vive in famiglia, ci dicono i dati dell´Istat, il 66,7% dei maschi tra i 18 e i 34 anni e il 52,4% delle femmine; nella fascia di età 30-34 anni, troviamo in casa il 36% degli uomini e il 20,2% delle donne; tra i 25 e i 29 anni la percentuale sale rispettivamente a 71,9 e 49,8. Di quei sette milioni 827 mila tra i 18 e i 34 anni che nel 2002 vivevano ancora a casa, il 29,8% era studente, il 18,3 in cerca di occupazione, l´1,5 era casalinga, e il 47,7 lavorava. Ma, come suggerisce lo studio coordinato da Finzi, il punto è: quale lavoro? Insomma, pensavamo si trattasse unicamente di mentalità, di cultura, di un modo molto made in Italy di essere genitori&figli. E´ anche, ma non solo così. «Prima di tutto dobbiamo considerare che la nostra è una condizione comune a diversi paesi dell´area mediterranea e cattolica: Spagna, Portogallo, Grecia ed anche, accomunata dal profilo religioso, l´Irlanda - commenta Laura Linda Sabbadini, direttore centrale dell´Istat - Però diciamo anche che il dibattito sulla tardiva uscita di casa dei figli maggiorenni, viene da lontano: inizia nei primissimi anni Ottanta e se ne comincia a parlare in Belgio, Svezia, Francia. Certamente da noi è un fenomeno che si percepisce di più ma sarebbe miope, a questo punto, continuare a parlare solo di "figli mammoni" e di "madri-chioccia" e non delle difficoltà di avere un lavoro duraturo e equamente retribuito o una casa a costi sostenibili». In Spagna, l´età mediana di uscita dalla famiglia è di 28,4 anni per i maschi e di 26,6 per le femmine contro, rispettivamente, i 29,7 e i 27,1 dell´Italia; 28,2 e 22,9 in Grecia; 26,3 e 25,2 in Irlanda; 24,1 e 22,2 Francia; 24,8 e 21,6 Germania; 23,5 e 21.2 Gran Bretagna; 25,8 e 23,8 Belgio; 21,4 e 20,3 Danimarca. Tutti paesi nei quali «il mercato abitativo è assai meno ingessato e c´è una politica di sostegno al mondo giovanile ben più marcata che in Italia». E´ in crescita, dice Sabbadini, la quota di giovani che resta in casa pur avendo un´occupazione perché spesso si tratta di lavori temporanei, o sotto pagati, o non consolidati. Retribuzioni che da sole non basterebbero a garantire, una volta fuori di casa, non solo lo stesso tenore di vita ma nemmeno una decorosa sopravvivenza dovendo coprire le spese di un affitto. Le donne, poi, sono sempre meno disposte a uscire dalla famiglia senza un lavoro che gli garantisca quell´autonomia di cui godono in famiglie sempre più aperte e meno conflittuali. E infatti, se pure sono ancora i maschi a restare in maggior numero tra le mura domestiche, è tra le femmine che si registra l´aumento più forte. Come dire: crescere? No grazie, preferisco vivere. |