7/1/2004 ore: 11:31
I magistrati accendono un faro sul business vacanze dei Tanzi
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| LUNEDÌ 29 DICEMBRE 2003 |
| Pagina 5 - Economia | |
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IL CASO Il sospetto è che i soldi di Parmalat abbiano tappato i buchi delle società di famiglia E i magistrati accendono un faro anche sul business vacanze dei Tanzi
ETTORE LIVINI
La vicenda Parmatour, del resto, è una sorta di clone in scala delle disavventure della casa madre. Con tanto di sogni di grandezza (la leadership nelle vacanze italiane), campagne acquisti miliardarie e finale non proprio lieto, tra conti in rosso, 300 milioni di debiti e la precipitosa vendita alla misteriosa Argho di Giacomo Torrente. Il sogno turistico dei Tanzi (affidato da Calisto alla figlia Francesca) è nato poco più di dieci anni fa, quando i Tanzi hanno deciso di diversificare da latte e merendine per buttarsi sui viaggi. Come d´abitudine hanno fatto le cose in grande: prima il lancio di World Vision, poi, a fine ´92, l´acquisto dei villaggi esotici di Vacanze e del 30% di Lauda Air. Quindi ? dopo un temporanea alleanza con Fs e Banca Roma ? le acquisizioni a peso d´oro di Comitours, Cit-Sestante, Going, Chiariva e Lastminute.com col fine di arrivare a 1 miliardo di euro di ricavi nel 2004 e sbarcare a Piazza Affari. Il gioco però non ha funzionato. Il turismo è un business difficile. Dove i margini sono ridotti all´osso e i rischi geopolitici altissimi. I Tanzi non sono riusciti a smentire questi luoghi comuni: il fatturato della loro Hit non è decollato, gli oneri sui debiti hanno divorato gli scarsi utili. Sars e guerra del Golfo hanno dato il colpo di grazia. Morale: da due anni la società è un cantiere finanziario. Dove consulenti, banche e advisor cercano di far proseguire la gestione e ripagare i creditori. Tanzi è stato costretto a più riprese a ripianare personalmente i buchi. Solo nel 2003 ha dovuto coprire perdite per 88 milioni e "ammorbidire" le banche con un altro assegno (onorato, pare, solo a metà) da 101 milioni. Il tentativo di salvare i sogni turistici dei Tanzi, sospettano gli inquirenti, si sarebbe a questo punto intrecciato coi destini della Parmalat e i soldi dei suoi soci. Una cosa è certa. Calisto Tanzi aveva dato in garanzia alle banche sui debiti Parmatour «garanzie personali», probabilmente azioni delle casseforti di famiglia che controllano il colosso alimentare. E per evitare un effetto domino, pensano i magistrati, potrebbe avere utilizzato la liquidità Parmalat per tappare i buchi del business viaggi. |