5/9/2002 ore: 10:07
I consumatori rompono con il governo
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5 settembre 2002
I consumatori rompono con il governo
Nessun impegno sul fronte del caro prezzi.
Confermato per il 12 settembre lo sciopero della spesa
Livio Muratore
MILANO Si è concluso con un nulla
di fatto l’incontro tra il ministro delle
Attività produttive, Antonio Marzano,
e le associazioni dei consumatori
svoltosi ieri presso il Cncu (Cosiglio
nazionale dei consumatori e utenti).
L’incontro era stato fissato
per concordare col governo misure
in grado di frenare l’inpennata
dei prezzi ben oltre il tasso
d’inflazione programmato.
Sta di fatto che il ministro
ha risposto picche a tutte
le richieste dei consumatori.
No alla riforma delle Rc auto, sul
banco degli accusati dopo i rincari
decisi dalle compagnie assicurative a
fine estate. Via libera, pertanto, a
quest’ultime che potranno continuare a
fare il bello e cattivo tempo su bonus e premi.
Inoltre, nessuna riforma strutturale
di settori chiave come quello delle
telecomunicazioni, del gas e dell’eletricità
per promuovere misure anti
inflazionistiche. Anzi, su questo versante
il governo sembra intenzionato
a seguire una strada diversa, puntando
a smantellare le Authority che
invece garantiscono al mercato trasparenza
e libera concorrenza.
Come se non bastasse, Marzano
ha definito l’inflazione «sotto controllo»
e in linea con i prezzi. Tuttavia
ha poi ammesso l’esistenza di
«aumenti anomali», contro i quali
ha però promesso generici interventi
di monitoraggio per individuare i
comportamenti scorretti. Su un punto
il ministro si è detto d’accordo
con i consumatori: l’inadeguatezza
del paniere Istat. Per questo motivo
è stato fissato un incontro domani, a
cui parteciperanno i vertici dell’Istituto
nazionale di statistica, lo stesso
ministro per le Attività produttive e
le associazioni dei consumatori per
rivedere i metodi di rilevazione dei
prezzi. L’attualizzazione del paniere
passerà attraverso la costituzione di
sottopanieri per altrettante tipologie
di famiglie, al fine di avere riscontri
sul costo della vita più vicini alla
realtà dei diversi strati sociali.
Insoddisfatte le associazioni dei
consumatori. Per l’Intesa, che ha
chiesto un incontro con la presidenza
del Consiglio, quelle del ministro
Marzano sono state proposte deludenti
e totalmente inefficaci a combattere
le spinte inflazionistiche. Di
incontro «generalgenerico» parla
Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori
che con Adoc, Adusbef
e Codacons fa parte dell’Intesa.
«L’unica apertura - dice Trefiletti - si
è avuta sul paniere Istat, ma per il
resto non ci siamo. Continuare a
puntare su osservatori, numeri verdi,
guardie annonarie, significa fare
un discorso vecchio di un anno e
ormai inutile, in quanto gli aumenti
si sono già verificati». Per Trefiletti
la strada da seguire è quella di patti
con le associazioni dei commercianti,
come quello siglato dall’Intesa
con Confesercenti su 45 prodotti a
prezzo controllato fino alla fine dell’anno.
Tra questi vi sono generi di larghissimo
consumo come pasta, riso, uova e pane.
Intanto, l’Intesa ha confermato lo sciopero
della spesa per il 12 settembre.
All’iniziativa parteciperà anche la
Cgil, mentre per gli organizzatori
continuano ad arrivare nuove adesioni.
Sul piede di guerra anche la Coalizione che
riunisce altre otto associazioni e che ha
indetto per sabato 14 settembre una
giornata di autodifesa del consumatore.
Per quella data verranno rese
note ai cittadini informazioni come
quelle sul supermercato meno caro
nella propria zona, sulla polizza
Rc-auto più conveniente o sull’operatore
telefonico in grado di far risparmiare
di più sulla bolletta.
Infine, a dare ragione ai consumatori
è anche la Uil di Roma e del
Lazio che in un’indagine sui prezzi
medi al consumo nella capitale, nel
mese di agosto, ha rilevato un «aumento
per il 34% dei prodotti, una
diminuzione per il 17% e nessuna
variazione per il restante 49%». La
ricerca conferma quanto aveva già
rivelato l’altro ieri l’Ismea (l’Istituto
per gli studi sul mercato agricolo,
dipendente dal ministero delle Politiche
agricole). E cioè che le impennate
maggiori nel mese di agosto hanno
riguardato i generi alimentari e,
in particolare, il settore ortofrutticolo