7/6/2005 ore: 10:18
Gli alberghi milanesi soffrono
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Turismo - pagina 18 C'è preoccupazione tra gli albergatori milanesi: oltre al segno meno che ha caratterizzato i primi tre mesi dell'anno, le prospettive non sono incoraggianti. Lo ha detto Giorgio Barattieri, presidente del Gruppo terziario turistico di Assolombarda, ieri a Milano durante un convegno su qualità del servizio e formazione. Nel trimestre gennaio-marzo, secondo l'indagine del centro studi Assolombarda, rispetto allo stesso periodo del 2004, il fatturato è sceso del 5,8% a quota 148 (in base a un indice di valore storico). Il tasso di occupazione delle camere è calato dello 0,2% e il valore dell'introito medio camere ha registrato una flessione del 6,5%. ´Le città commerciali soffrono di più', ha spiegato Barattieri. ´Per l'immediato futuro siamo abbastanza preoccupati, mentre nel 2006, con la nuova fiera e il palazzo dei congressi, avremo ripercussioni positive'. È stata inoltre presentata una ricerca, condotta dall'università della Bicocca, sul rapporto tra alberghi di alto livello in provincia di Milano e la produzione industriale italiana. I dati si basano sulle serie storiche di indagini, avviate nel 1992 dal gruppo terziario di Assolombarda fondato da Iano Bricoli, attualmente vicepresidente dell'Unai (Federturismo-Confindustria). Dalla ricerca emerge che gli alberghi high level sono cresciuti fino agli anni 2000-2002, per poi passare a un periodo di declino tuttora in corso, che fa pensare a una crisi strutturale. Inoltre, il ciclo economico del settore è molto consonante con il ciclo industriale italiano, di cui normalmente anticipa di qualche mese i punti di svolta. Tuttavia, secondo Santino Pizzamiglio, segretario della Filcams-Cgil, bisogna recuperare il metodo concertativo nell'individuazione delle figure professionali mancanti e contenere le politiche di flessibilità spinta, attuate da alcuni operatori. |