27/7/2006 ore: 10:44
Giovani in pensione con metà paga
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I tecnici hanno rivisto i trattamenti futuri sulla base delle mutate aspettative di vita, come prevede la legge Dini. No dei Sindacati II calcoli sono ufficiali: li ha elaborati la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto sulle ?Tendenze di lungo periodo del sistema pensionistico e della sanit? pubblicato a marzo e confluite nella elaborazioni trasmesse ieri al governo dal Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale. Considerata la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo (l?insieme dei contributi versati dal lavoratore) - prevista dalla riforma Dini ogni dieci anni per tenere conto dell?innalzarsi delle prospettive di vita - la tendenza futura dell??assegno? ? rigorosamente al ribasso. Basandosi sulle percentuali individuate dai tecnici, la pensione ?teorica? di un giovane che nel 2050 lascer? il lavoro dopo 35 anni di contributi - secondo il rapporto - si limiter? al 51,6 per cento dell?ultimo stipendio. Con la normativa attuale - senza toccare i coefficienti - si fermerebbe al 63 per cento. Certo si tratta di stime teoriche, da qui al 2050 le regole potrebbero ulteriormente cambiare e i coefficienti saranno comunque ulteriormente ritoccati. Ma la documentazione sulla prima rivalutazione consegnata ieri dal Nucleo al ministro del Lavoro Cesare Damiano va in questo senso. Per determinare i cardini dell?aggiornamento va infatti tenuto conto sia dell?et? in cui si andr? in pensione, sia delle prospettive di vita della popolazione (negli ultimi 15 anni sono aumentate di 2anni e mezzo). I tecnici hanno consigliato di ridurre i coefficienti di rivalutazione fra il 6 e l?8 per cento (a seconda appunto dall?et? in cui si lascer? il lavoro). I tagli saranno tanto pi? penalizzanti tanto pi? tardi si uscir? ma - precisa il presidente del Nucleo, Alberto Brambilla - ?non riguarderanno n? gli attuali pensionati n? chi andr? in pensione prima del 2013, con il sistema retributivo?. Davanti a queste cifre - pur se ancora teoriche perch? sui coefficienti da applicare dovr? comunque decidere il governo - si sono scatenate feroci polemiche con i sindacati. Il ministro Damiano ha provato a calmarle assicurando che ?tutto quello che riguarda le modifiche del sistema pensionistico sar? oggetto di concertazione con le parti sociali?, ma i lavoratori restano allarmati. ?Le pensioni sono gi? basse, non possono essere tagliate ulteriormente? ha tagliato corto il leader della Uil Angeletti. ?Non accetteremo automatismi fra le posizioni dei tecnici e l?applicazione dei coefficienti? ha detto il leader della Cgil Epifani. ?Il Nucleo ha fatto una pesante interferenza in un momento molto delicato - ha commentato Baretta della Cisl - il governo pensi piuttosto ad avviare il confronto per superare il "gradone" previsto da Maroni (scatto automatico dal 2008 dai 57 ai 60 anni d?et? come limite minimo all?assegno d?anzianit? ndr) e avvii la previdenza complementare?. Di parere opposto l?esperto Giuliano Cazzola: ?La revisione va fatta, altrimenti nel 2050 la spesa sar? insostenibile?. |