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MILANO - Il ritmo di crescita della grande distribuzione in Italia sta rallentando, come sottolinea una recente indagine della Universit? Bocconi di Milano. Lo sviluppo del fatturato nel 2001 si attesta nel complesso intorno al 7% - si legge nel rapporto - al di sotto dell'8,5% rilevato nel corso del 2000. A parit? di rete, ossia escludendo le aperture di nuovi negozi, l'aumento del giro d'affari della grande distribuzione nel 2001 si attesta sul 4,3 per cento. L'andamento meno favorevole del giro d'affari - prosegue l'indagine - pu? essere ricondotto al progressivo rallentamento delle nuove aperture e al minor numero di operazioni di acquisizione realizzate nell'arco degli ultimi 12 mesi. Il rapporto sottolinea al tempo stesso il fatto che la tenuto del fatturato a parit? di rete mette in evidenza i risultati positivi dei processi di ristrutturazione effettuati sulla rete distributiva esistente. Per quanto riguarda il 2002 il 23% delle imprese di marca intervistate nell'abito di un sondaggio ad hoc e l'11% degli operatori della grande distribuzione hanno espresso fiducia su un andamento significativamente positivo (oltre l'1%) dei consumi alimentari e di prodotti grocery , mentre il 38% delle imprese di marca e il 67% di quelle distributive si attende nell'anno in corso una crescita leggermente positiva (tra lo 0 e l'1%). Il 39% delle imprese di marca e l'11% delle catene distributive hanno espresso valutazioni orientate da accreditare per il 2002 una crescita stazionaria rispetto al 2001. L'11% delle imprese distributive ritiene addirittura che nel 2002 sar? possibile un andamento negativo del mercato (stima –1%). A guidare la crescita 2001 del giro d'affari ci sono gli ipermercati, con un incremento su base annua intorno all'8%, seguiti dai supermercati (+6,7%) e a ruota dalle superette (ossia i piccoli supermarket di quartiere) con una crescita del 4,9 per cento. Il rapporto aggiunge anche che nell'ambito dei supermercati il formato pi? dinamico appare quello dei negozi di maggiori dimensioni (oltre 2.500 metri quadrati), e che tra gli ipermercati gli incrementi pi? elevati dei ricavi sono stati rilevati tra i negozi fino a 6.500 metri. A livello di area gli aumenti maggiori del fatturato della grande distribuzione nel complesso sono stati rilevati nel Nord-Ovest (+8%) e nel Centro Italia/Sardegna (+7,6%), mentre il Sud (+6,8%) ha superato in dinamismo il Nord-Est (+4,5%). Il rapporto Bocconi ha poi tracciato un primo bilancio della dinamica del giro d'affari di alcuni prodotti nelle strutture distributive moderne. Il maggior tasso di sviluppo delle vendite ? stato rilevato per il pane industriale (+29,5%) seguito da formaggi freschi tradizionali (+25,8%), affettati (22,8%), salumi quadrettati (22,1%), snacks al cioccolato (16,6%), surgelati di pesce (15%) e cereali per prima colazione (14,4%). Tra i prodotti con minor tasso di crescita dei ricavi spiccano l'olio d'oliva (0,7%), l'olio di semi 8-2,8%), la carne in scatola (–26,9%) e i formaggi elaborati (–39%). Nella media la crescita di: biscotti (+7%), caramelle (6,2%), gelati (5,9%), cracker (5,4%) e pasta di semola (5,1%). L'indagine Bocconi ha poi messo a fuoco i macrotrend dei consumi, tra cui spicca il fatto che nell'alimentare gli acquisti extradomestici sono in continuo aumento: il ?peso? dei ristoranti (13,8%) ? superiore a quello delle superette (11,3%) e degli ipermercati (9,9%). Nel comparto food la quota pi? alta, sul totale dei consumi, appartiene dunque ai supermercati (29,6%) seguiti dalla rete del dettaglio tradizionale (15,5%). Alle pizzerie spetta una quota del 7,9% mentre i bar sono al 3,5 per cento. per mense, fast food e self service quote di mercato rispettivamente dell'1,8%, dello 0,9% e dello 0,7 per cento. Il mercato alimentare fuori casa ? stato stimato intorno a 30 miliardi€ a fronte dei 72 miliardi € dei consumi food domestici, per un totale dei 102 miliardi €. Mercoled? 30 Gennaio 2002
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