13/4/2007 ore: 11:54
Fisco, Epifani bacchetta l´Fmi
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Pagina 47 - Economia "L´extragettito non è materia sua" dal nostro inviato ELENA POLIDORI WASHINGTON - Il Fondo monetario internazionale suggerisce di utilizzare il "tesoretto" delle entrate fiscali per continuare il risanamento, ma i sindacati non ci stanno. Dall´Italia, Guglielmo Epifani, leader della Cgil, fa sapere che no, «questa non è materia dell´Fmi». Come spendere il surplus «se c´è», è affare tutto italiano. Né, a suo parere, bisogna dare «troppa enfasi a questi giudizi che un anno dicono una cosa e l´anno dopo ne dicono un´altra». Di certo il Fondo non è l´unico organismo internazionale a pensarla così. Anche la Bce ritiene che i denari dell´extra gettito non vadano spesi «all´osteria», come dice il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, bensì appunto per continuare il risanamento, visto che l´Italia ha ancora un debito pubblico enorme: ben 106% in rapporto al Pil, secondo le ultime stime Fmi. Il presidente Jean Claude Trichet lo ha dichiarato apertamente, in una recente intervista a Repubblica mentre ieri, al termine della riunione del board, ha preferito occuparsi del supereuro - che ha toccato quota 1,3503 sul dollaro, il massimo dal gennaio 2005 - e dei tassi, facendo capire che una nuova stretta monetaria potrebbe essere decisa già a giugno: il boom economico di Eurolandia, che ora ha superato gli Usa, secondo le ultime analisi dello stesso Fmi, richiede una politica monetaria «accomodante» e dunque servono «fermezza e tempestività». Un eventuale rialzo dei tassi prima dell´estate è un evento che interessa da vicino l´Italia, proprio per via del suo alto debito pubblico. E anche di questo parlerà qui a Washington Padoa-Schioppa, sia negli incontri bilaterali con il manager director del Fondo, Rodrigo de Rato, che nel vertice del G7 dedicato all´economia e alle monete, in programma oggi. E´ improbabile che in queste sedi non venga fuori nuovamente anche la questione del "tesoretto", con tutto quel che ne deriva. Ora, è chiaro che l´Fmi come la stessa Bce non possono fare altro che suggerire. Però nel caso del Fondo analisi del genere hanno a che fare con i compiti di «sorveglianza» che spettano a quest´organismo mentre la Bce dice la sua perché poi, al dunque, tocca a Francoforte decidere la politica monetaria dei paesi dell´Euro. Rato stesso ha insistito ieri sulla necessità di rafforzare questa «sorveglianza», sempre più importante in un mondo globalizzato. Durante una conferenza stampa e in alcune interviste, il banchiere spagnolo ha anche fornito una notizia e due previsioni. La notizia dice che a Washington arriverà nel week-end Pascal Lamy, il responsabile del Wto e dunque delle questioni commerciali, nella speranza di far ripartire il cosiddetto Doha Round. Le previsioni sono di carattere macro. Una si riferisce alle sorti dell´economia americana: nessuna recessione è in vista ma piuttosto è atteso un «soft lending», un atterraggio morbido. L´altra è sui cambi: il dollaro «ha ancora spazio per ulteriori ribassi». Sulla destinazione del "tesoretto", al di là della polemica con il Fondo, Epifani indica al governo le priorità: sostegno alle famiglie con pensioni minime, riforma e finanziamento degli ammortizzatori sociali «degna di questo nome», «superamento dell´istituto dello scalone» per l´età pensionabile, contratti per il pubblico impiego e, infine, investimenti in sviluppo e innovazione. |