Ferri, ombre sulla licenza edilizia
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BARI
| VENERDÌ 5 DICEMBRE 2003 |
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Ferri, ombre sulla licenza edilizia Un dossier per Rutigliano. Il sindaco di Corato: "È andata bene"
Ci fu un esposto di due cittadini che segnalavano incongruenze per la presenza di una lama ma questa denuncia fu superata Sono state corrette le procedure per erigere la "torre" del gruppo Ferri, a Rutigliano? Dopo l´inchiesta della procura di Trani che ha portato all´arresto, per bancarotta fraudolenta, di Riccardo Ferri e dei suoi manager, e all´obbligo di dimora per gli altri cinque componenti della famiglia, la magistratura vuol veder chiaro su un´altra questione: i passaggi amministrativi che hanno consentito, con una variante al piano particolareggiato rilasciata in tempi record dal Comune alla Eurologistica, società del gruppo Degennaro, che a sua volta li ha messi a disposizione dei Ferri. Questa volta è la Procura di Bari ad aver aperto un fascicolo, contro ignoti, in seguito alla denuncia presentata mesi fa da cittadini che segnalava, tra l´altro, anche la presenza di una lama nei dintorni: se ne occupa il pm Roberto Rossi. Dagli inquirenti, però, non trapela nulla, se non che è una questione "molto complessa". Il sindaco di Rutigliano, Lanfranco Di Gioia, ritiene però che «la questione sia già superata: il comitato urbanistico regionale, rispondendo alle nostre controdeduzioni, non ha riscontrato illegittimità». Certo, spiega Di Gioia, eletto con una lista civica di centro destra, «la variante fu approvata effettivamente in fretta: tenevamo ad agevolare l´insediamento dei Ferri, che per noi all´epoca rappresentava un´occasione unica. Firmammo anche un protocollo che ci impegnava ad accelerare le procedure. All´epoca il sindaco di Corato era stato crocefisso dalla stampa per non essersi lasciato scappare l´occasione. E che, me la facevo scappare anch´io?».
Iniziati i primi interrogatori E con la difesa pronto uno staff di super esperti Arrivano al pm i primi chiarimenti sui movimenti di denaro TRANI - Dopo la bufera, ieri è stato il giorno dei primi interrogatori. Il gip Michele Nardi e il sostituto procuratore Antonio Savasta hanno ascoltato tre delle persone finite in carcere: Savino Leone, Roberto Tarricone e Antonio Purificato hanno cercato di spiegare e giustificare i movimenti di denaro (secondo l´accusa sono stati sottratti 400 milioni di euro) effettuati negli ultimi due anni del gruppo Ferri. Stamattina sarà interrogato il quarto uomo finito in carcere, Fabio Melcarne, insieme a Ferri l´uomo chiave di tutta l´inchiesta: gli inquirenti sostengono che Melcarne, dopo essere stato amico e complice di Riccardo Ferri, lo abbia truffato con la creazione dell´Arepo. "Melcarne chiarirà la sua posizione. E´ completamente estraneo a tutta la vicenda", dicono i suoi legali Mario Malcangi e Nicola Giorgino. "Tra l´altro, non ha più nessuna carica dirigenziale all´interno del gruppo Arepo, avendo rimesso il proprio incarico di amministratore delegato il 29 novembre scorso. Anche per questo, chiederemo l´immediata scarcerazione". In via di definizione la linea difensiva di Riccardo Ferri, che si trova agli arresti domiciliari: "Trattandosi di una materia tecnico-economica, abbiamo messo su una task force di esperti", spiega l´avvocato Francesco Paolo Sisto. "La prima impressione è che i magistrati abbiano preso una decisione prematura". Martedì sarà ascoltato Giuseppe Scognamillo, il sindacalista della Cgil accusato di aver ricevuto in regalo un´autovettura e 2.000 euro per 250 copie del suo libro di poesie "I miei aquiloni". "Stiamo esaminando il fascicolo", spiega il suo avvocato Franco Piccolo. "Quanto deciso dal giudice ci meraviglia molto: probabilmente i magistrati non hanno gradito le dichiarazioni critiche che Scognamillo ha rilasciato ai giornali in seguito all´arresto dei tre commissari giudiziali". IL RETROSCENA Così dichiarava alla stampa, 19 dicembre del 2000, Antonio Ferri: «I pugliesi non potevano ricevere un migliore regalo di Natale. Sì, la nostra intenzione era abbandonare la Puglia e trasferirci nel Lazio: il presidente Fitto, invece, ha offerto tutta la sua disponibilità e le garanzie necessarie per farci rimanere. Già da gennaio cominceremo a costruire i nostri uffici». Tramontata l´ipotesi di realizzare il polo logistico a Corato, in quei giorni i Ferri non sapevano con precisione dove andare ma sapevano che di lì a pochi giorni avrebbero iniziato a costruire. «Trinitapoli, Cerignola e Bari: stiamo valutando». Ora a Corato Rifondazione apre il fuoco delle polemiche: «Il problema, oggi è il futuro dei lavoratori Ferri: per 140 dei quali c´è una "cassa integrazione virtuale". Quanto a Scognamillo, è impossibile che non si conoscesse il suo modo di gestire le trattative»
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