Ferri, le prime ammissioni
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| SABATO 6 DICEMBRE 2003 |
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Ferri, le prime ammissioni C´è una pista politica, indagini anche sul ministero
l manager avrebbe effettuato passaggi illeciti di denaro dalle aziende
Mentre gli inquirenti sono intenzionati a battere proprio questa pista. Anche perchè Melcarne nel suo interrogatorio fiume ha raccontato sulla vicenda particolari ritenuti molto interessanti ai fini giudiziari. Ora bisognerà trovare riscontri. Bisognerà capire se Ferri ha effettivamente corrotto i periti. "Al momento non abbiamo prove di movimenti finanziari", disse il giorno degli arresti il pm Savasta. Che subito dopo tenne però a precisare come l´operazione "fosse soltanto la punta dell´iceberg dell´inchiesta". Ma cosa c´entra la politica? L´ipotesi è che i Ferri avessero contatti diretti con il ministero dell´Industria, lo stesso che ha nominato i commissari e con cui i periti chiaramente avevano un rapporto di reciproca fiducia. Al momento dell´arresto di Santoro, Mariani e Lazzoni il gip Nardi sottolineò nell´ordinanza come la relazione contenesse fatti così insussistenti che verosimilmente i tre commissari si sentivano immuni da qualsiasi tipo di controllo. Da notare anche come il tribunale fallimentare di Milano avesse nominato gli stessi commissari per seguire il passaggio all´amministrazione straordinaria di due società del gruppo, la Ferri s.r.l. e la Ferri s.p.a. Passaggio che i giudici milanesi ammisero "seguendo una giurisprudenza bizzarra", ha sottolineato il procuratore capo Nicola Barbera. Il Tribunale di Milano non aveva nemmeno la competenza per decidere: semplicemente acquisendo un atto alla camera di commercio, i giudici si sarebbero immediatamente accordi che la Ferri s.r.l. aveva sede a Bitonto. E che la Ferri s.p.a. di fatto svolgeva la sua attività a Corato. Tornando agli interrogatori, tante sono state le contraddizioni in cui sono caduti gli imputati. Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Savino Leone, tenutario delle scritture contabili. Rimane in carcere, invece Roberto Tarricone, il coratino gestore della contabilità e dei rapporti finanziari e contrattuali delle società infra-gruppo, considerato dagli investigatori una figura assai di spicco nell´economia della vicenda. Fabio Melcarne sarà ascoltato anche stamattina. La replica di Arepo in una nota Il nuovo gestore "Siamo estranei a questa vicenda" L´Arepo Spa, l´azienda che da marzo 2003 gestisce il marchio Ferri e parte della rete commerciale, «è un entità assolutamente indipendente dal gruppo Ferri» è assolutamente estranea ai fatti che un paio di giorni fa hanno portato all´arresto di otto persone nell´ambito di indagini per bancarotta fraudolenta e truffa e al sequestro cautelativo di tutte le società del gruppo. |