18/4/2006 ore: 12:19
Famiglie, stangata da 380 euro
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Gli aumenti in un anno di carburanti e bollette determinati dal caro-petrolio. Il governo in pectore studia interventi Stime pi? o meno accurate e riscontrabili, ma tutte concordi nel segnalare un allarme serio che ha messo in allarme gli esponenti del centrosinistra. La domanda a cui tecnici e politici si stanno ponendo ?: c?? un modo per intervenire?. ?No ad un nuovo aumento delle bollette: piuttosto bisogna ridurre i profitti-record dei petrolieri e delle multinazionali? afferma Alfonso Pecoraro Scanio, presidente nazionale dei Verdi. Negli ambienti del futuro governo l?ipotesi ? quella di abbassare il peso che accisa (la tassa sulla fabbricazione) e Iva hanno sul prezzo finale, specie perch? la seconda cresce al crescere del prezzo del petrolio creando extra-gettito per le casse dello Stato. Il responsabile economico della Margherita Enrico Letta sarebbe d?accordo, anche per il precedente del 2000 quando da ministro concesse uno sconto da 35 lire al litro. Anche sul fronte Ds Pierluigi Bersani sta accarezzando l?idea. Interventi sull?Iva sono vietati dall?Ue, ma sulle accise ci sono margini d?intervento. Ma per tutti vale la premessa della verifica dei conti pubblici: il carburante fornisce alle casse dello stato circa 35 miliardi di euro all?anno. ?Il nuovo governo - afferma il presidente dell?Adoc Carlo Pileri - dovr? confrontarsi con questa situazione. La prima misura che ci attendiamo ? ottenere la sterilizzazione dell?Iva sui carburanti e sulle bollette di luce e gas, un ritocco delle accise che elimini quelle voci che si sono aggiunte per sopperire a situazioni di emergenza (dai terremoti, alla guerra di Abissinia), ridando trasparenza ad una tassazione tra le pi? elevate d?Europa?. Prima di impegnarsi in ipotesi di riduzione di entrate bisogna capire quali sono i margini di manovra. Un giudizio tecnico lo d? l?economista Tito Boeri: ?Con il Financial Times che ricorda il rischio di uscire dall?euro penso che le priorit? siano quelle dei conti pubblici: il deficit tende al 4,5% del Pil, il debito a salire al 108%, per assolvere agli impegni con l?Europa abbiamo di fronte una manovra pari a 2 punti di Pil e senza contare la riduzione del cuneo fiscale?. ?Si pu? tentare di ridurre il peso del caro petrolio per le famiglie - insiste Boeri - per altre vie, inserendo massicce dosi di liberalizzazione nel settore visto che i prezzi di benzina e gasolio crescono in maniera istantanea quando le quotazioni del greggio salgono e non reagiscono con altrettanta prontezza quando scendono?. |