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venerd? 21 aprile 2006
Pagina 2 - Primo Piano
COMPLEANNO AMARO PER IL PRESIDENTE DELLA QUERCIA TENSIONE ANCHE CON RUTELLI: PERCHE’ E’ USCITO COSI’ TARDI ALLO SCOPERTO?
?Io fuori? Qualcuno dovr? preoccuparsi?
retroscena Fabio Martini
ROMA Ci sono cose che si dicono soltanto agli amici e Massimo D’Alema, quando per lui le cose hanno cominciato a mettersi male, si ? espresso con queste parole: ?Se alla fine resto fuori, io non mi preoccupo, semmai sono altri che dovranno preoccuparsi...?. Chi siano gli altri, il presidente della Quercia non l’ha detto, ma i due alti dirigenti ds che lo ascoltavano, hanno pensato entrambi a Romano Prodi e a Piero Fassino. Vai a capire se l’allusione di D’Alema fosse proprio a quei due, ma certo la battuta confidenziale d? conto di uno stato d’animo, di un’irritazione che ieri sera era bruciante. Per tutta la giornata - e poi in serata in modo pi? acuto - chi ha parlato con D’Alema ha avuto la sensazione di una partita persa. E di un incontro con Romano Prodi finito ?male, molto male?. A dispetto della rappresentazione idilliaca che proprio D’Alema, con plateale buonismo, ha voluto irrorare al termine dell’incontro: ?La riunione si ? protratta perch? assieme a Prodi abbiamo festeggiato il mio compleanno...?, il suo cinquantasettesimo.
La caduta libera della candidatura di Massimo D’Alema alla poltrona pi? alta di Montecitorio nasce dalle parole scandite da Fausto Bertinotti nel suo incontro domenicale con Prodi tra le fresche frasche umbre: ?Caro Romano, il progetto del partito democratico ? del tutto legittimo, ma non capisco come mai l’Ulivo debba prendere per s? entrambe le presidenze delle Camere. A quel punto dovremmo considerare anche la possibilit? di un appoggio esterno di Rifondazione al tuo governo?. Ma appoggio esterno ? un’espressione che fa venire l’orticaria a Romano Prodi, evoca un passato che lui e Bertinotti hanno cercato di esorcizzare in questi anni di paziente tessitura. Appoggio esterno ? la formula adottata da Rifondazione comunista nell’aprile del 1996 e che port? alla dissolvenza del governo Prodi nell’autunno del 1998. E poich? Massimo D’Alema sa che quasi tutto ? immaginabile in politica tranne un bis del 1996, gi? da 48 ore il presidente ds ha capito che se Bertinotti la butta gi? cos? dura, per lui non ci sono pi? speranze. E l’irritazione monta perch? stavolta “baffino” pensava di aver fatto le cose per bene. Sei mesi fa, in un vis-?-vis con Prodi, gli aveva confidato la sua ambizione: ?Se vincessimo le elezioni, non mi dispiacerebbe fare il presidente della Camera...?. Successivamente anche Bertinotti in un colloquio informale con il Professore, aveva parlato di Montecitorio.
Ma in questi casi esistono “prenotazioni” esigibili, soltanto se chi le ascolta prende impegni. Prodi a chi ha promesso la presidenza della Camera? A tutti e due? A nessuno dei due? Soltanto ad uno dei due? Due giorni fa qualcuno lo ha chiesto a Bertinotti: ?Scusa Fausto, ma a te chi ti ha dato l’assicurazione che il candidato saresti stato tu??. E il segretario di Rifondazione avrebbe risposto cos?: ?Prodi?. Ma nell’entourage del Professore questa vulgata ? negata con molta forza: ?Non ? cos?: da parte di Prodi non c’?’ stata alcuna promessa n? affidamento?. E quanto al duello Bertinotti-D’Alema, i prodiani dicono che ?le richieste sono entrambe pi? che legittime, tanto pi? perch? sostenute da argomenti politicamente convincenti: ? sostenibile, come fa Bertinotti, obiettare sulle due presidenze entrambe all’Ulivo ed ? sostenibile, come fanno i ds, rivendicare la presidenza con il primato tra i partiti dell’Unione?.
Ma in queste ore la tensione ? tornata davvero alta. Tra D’Alema e Prodi, ma anche tra D’Alema e Rutelli (?perch? ? uscito allo scoperto cos? tardi??) e dentro i ds, tra D’Alema e Fassino (?non si ? mosso al meglio?). E all’irritazione ds d? voce il presidente (uscente) dei senatori della Quercia Gavino Angius, amico di D’Alema e di solito inteprete dell’umore medio di quel partito: ?Mi chiedo la ragione per la quale i Ds debbano subire questa umiliazione: come ? possibile che il primo partito della coalizione non possa aspirare n? alle presidenze della due Camere ma neanche alla presidenza della Repubblica??. E oggi nella direzione dei Ds si capir? fino a che punto si spinger? l’irritazione del presidente della Quercia nei confronti di Fassino, con il quale in realt? D’Alema ha contribuito a scrivere la lettera poi spedita a Prodi, quella che si ? conclusa con il ?decidi tu?. E i Ds, uniti, meditano di rimettere in discussione l’assetto che prevede Franco Marini al Senato. Tanto ? vero che ieri sera, alla Margherita, si stavano facendo i conti dei delegati regionali per il Quirinale, per capire su quale margine potrebbe contare un Massimo D’Alema candidato alla Presidenza della Repubblica.
E Prodi? In questo momento ? all’angolo e si morde le mani per non aver impostato la trattativa secondo il suggerimento che gli era venuto da uno dei suoi amici: ?Una presidenza all’Ulivo, una agli altri?. E che far? D’Alema se salta la presidenza della Camera? ?Su D’Alema decide D’Alema...?, ha risposto lui stesso ai cronisti. E chi lo conosce bene, assicura: ?Massimo ? capace di star fuori da tutto?. Come ai tempi nei quali si definiva ?un deputato di Gallipoli? e sprizzava umori sulfurei, non sempre benevoli.
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