9/7/2007 ore: 11:38
Esame europeo per pensioni e Dpef
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Pagina 8 - Economia Pensioni e Dpef, esame europeo Padoa-Schioppa in trincea ROMA - Settimana decisiva per Dpef e pensioni. Oggi il ministro dell´Economia Padoa-Schioppa vola a Bruxelles per partecipare alla riunione dell´Eurogruppo che dovrà esaminare i conti pubblici italiani. Il Dpef arriva a Bruxelles, dove domani si riunirà anche l´Ecofin, preceduto dalle osservazioni critiche del commissario europeo Almunia che si è detto «molto preoccupato» per l´insufficiente taglio del deficit 2008 prospettato dal governo italiano. La prossima Finanziaria prevede infatti un rapporto deficit-Pil 2,2 per cento mentre le indicazioni Ue parlano dell´1,5 per cento. Inoltre la Ue pretende dall´Italia un calo del deficit strutturale di 0,5 punti, invece nelle nostre previsioni l´indebitamento strutturale corretto per il ciclo cala solo di 0,2 punti. L´altra questione riguarda i tempi del piano di rientro: l´Italia prevede l´azzeramento del deficit nel 2011, mentre due mesi e mezzo fa all´Ecofin di Berlino si stabilì il limite del 2010. Padoa-Schioppa arriva a Bruxelles con la linea enunciata nei giorni scorsi: sì all´ortodossia, ma non all´ortodossia ultrà. Tecnicamente la Ue non potrà sanzionare preventivamente l´Italia, ma certo sulla vicenda peseranno i richiami di Fmi, Bce e agenzie di rating. Un elemento che potrebbe contare è la partecipazione alle riunioni di Bruxelles del presidente francese Sarkozy che ha intenzione di forzare il patto di stabilità rinviando il rientro al 2012 invece che al 2010. Proprio la vicenda delle pensioni, che entra in una fase decisiva con questa settimana, rischia di essere determinate nei giudizi europei. Oggi si riapre il confronto sulle pensioni minime (i sindacati chiedono 40 euro e governo offre 29 ma ad una platea più ampia) e tra mercoledì e giovedì si tornerà a parlare di «scalone». «Continua la concertazione sulle pensioni basse. Poi definiremo il resto», ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ideatore della proposta dell´aumento graduale dell´età pensionabile. E´ ormai quasi certo che si ripartirà dagli "scalini" che segnarono l´inizio della vertenza: il governo propone di farli salire più rapidamente di 18 mesi, mentre i sindacati vorrebbero un percorso più lento a 24 mesi. In pratica si tratta di definire se i 58 anni resteranno in vigore fino al giugno o al dicembre del 2009 e di conseguenza quando partiranno i 59 anni che resteranno in vigore fino al 2012. Allora scatterà il sistema di quota 96, compatibile con i 61 anni (e 35 contributi) e con i 62 anni nel 2014 (previsti anche dalla riforma Maroni). Per il leader leghista Bossi «alla fine troveranno un accordo piuttosto che andare a casa». Una delle incognite più rilevanti resta Prc che chiede l´allargamento della platea dei lavori usuranti oggi prevista, ma resta legata al meccanismo degli incentivi. Se l´intesa fosse raggiunta lo spostamento del provvedimento in Finanziaria darebbe il tempo di svolgere il referendum tra i lavoratori e aprire la strada ad un atteggiamento diverso della sinistra radicale. |