13/1/2003 ore: 11:00

Epifani: «Sulle pensioni la Cgil non è disponibile»

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          11 gennaio 2003

          La Flai: ?La Cgil ieri ? stata lasciata sola nella difesa dell’art. 18, rester? di nuovo sola nel difendere il sacrosanto diritto dei lavoratori ad andare in pensione?
          Epifani: ?Sulle pensioni la Cgil non ? disponibile?

          Laura Matteucci
          MILANO ?Non ho capito bene quello
          che ha proposto Fassino, ma la Cgil
          non ? disponibile a mettere mano alla
          riforma delle pensioni?. Nessuna apertura
          da parte del leader della Cgil, Guglielmo
          Epifani, sulla possibilit? di modifiche
          al sistema pensionistico, che
          deve rimanere quello costruito dalla
          riforma - ?un’ottima riforma? - del
          ‘95. Da Piero Fassino, peraltro, arrivano
          dichiarazioni che gettano acqua sul
          fuoco: ?Non ha proposto nulla di diverso
          da quanto ha detto Epifani -riferisce
          il suo portavoce - e cio? che,
          senza modificare il livello di et? pensionabile
          previsto, pu? essere utile favorire
          con incentivi la scelta volontaria
          di rimanere in attivit? oltre l’et?
          pensionabile?. Sulle pensioni interviene
          anche il presidente della Commissione
          Ue Romano Prodi, che al prossimo
          esecutivo sosterr? le proposte di
          adattare i sistemi pensionistici, aumentare
          i tassi di occupazione, ?migliorare
          gli incentivi perch? si resti pi? a lungo
          nel mercato del lavoro?.
          Quanto alla polemica di questi
          giorni tra Fassino e Cofferati, Epifani
          ? laconico: ?? un problema che attiene
          alla sfera della politica, alla quale io
          guardo con grande passione ma anche
          con il dovuto distacco?. Per aggiungere:
          ?Credo comunque che occorra abbassare
          i toni, quelli di Fassino in questi
          giorni sono stati un po’ troppo esagerati?.
          Durissima lettera, intanto, indirizzata
          a Fassino da parte della
          Flai-Cgil (braccianti e agricoltori), che
          si schierano contro le dichiarazioni
          del leader dei ds su Cofferati e sulla
          disponibilit? dimostrata verso la riforma
          delle pensioni, spiegando di averne
          ?le tasche piene del modo di far
          politica dei Ds?. ?La Cgil ieri ? stata
          lasciata sola nella difesa dell’art. 18,
          oggi rester? di nuovo sola nel difendere
          il sacrosanto diritto dei lavoratori
          ad andare in pensione? scrive la Flai-Cgil.
          A tutto tondo: Epifani, ieri a Milano
          per il convegno sul futuro del sindacalismo
          confederale organizzato dalla
          Camera del lavoro milanese, parla
          anche della Fiat per chiedere maggiore
          ?trasparenza? su ipotesi di piani e
          interventi. ?Noi - sottolinea - siamo
          interessati a una cosa molto semplice:
          chiunque voglia intervenire deve volere
          investire nel settore dell’auto. Dob-
          biamo evitare il declino della pi? grande
          industria automobilistica?. Quanto
          ai sindacati, che sul Lingotto si vanno
          allontanando, il leader Cgil ricorda ?la
          posizione di coerenza tenuta dalla
          Fiom, dato che fin da subito non ha
          condiviso il piano?.
          Ma ? sulle riforme del sistema pensionistico
          che si spende di pi?. Sul
          tema, tra l’altro, ? intervenuto anche il
          vicepremier Gianfranco Fini, per ricordare
          come il governo abbia ?esplicitato?
          che le riforme riguardanti il sistema
          previdenziale ?sono da fare nel dialogo
          con le parti sociali? e ?attraverso
          il confronto?.
          Epifani fa il punto, ribadisce che il
          decreto del governo ?non convince la
          Cgil?, e stigmatizza in particolare l’obbligatoriet?
          a destinare il Tfr ai fondi
          pensioni, gli incentivi a restare al lavoro,
          rischiosi in assenza di regole precise,
          e l’innalzamento dell’et? pensionabile.
          Per punti: ?? sbagliato costringere
          obbligatoriamente il lavoratore a destinare
          il Tfr ai fondi pensione, bisogna
          lasciarlo libero di decidere?. In
          secondo luogo, ?se si fa una decontribuzione
          si corre il rischio di avere in
          futuro pensioni ancora pi? basse, se
          non viene coperta con la fiscalit?, e
          questo ? un problema ad oggi non
          risolto?. E anche circa gli incentivi a
          restare al lavoro ?esiste un problema?:
          ?Se si incentiva troppo - continua - si
          corre il rischio di voler provare poi
          anche a disincentivare, e torneremmo
          cos? alle proposte di Berlusconi del
          ‘94. Se si vuole incentivare qualcuno a
          restare, bisogna stare attenti alle dimensioni,
          alla misura e al contesto.
          Altrimenti, il rischio ? di incentivare
          chi sarebbe comunque rimasto al lavoro,
          e precludere ai giovani l’accesso a
          lavori qualificati. E non si risolverebbe
          il problema di chi, invece, fa un lavoro
          duro, ripetitivo?.
          Quanto al possibile innalzamento
          dell’et? pensionabile, Epifani rimanda
          ?al contesto?: ?Se c’? un incentivo a
          che l’innalzamento rimanga volontario
          ha un senso, se si vuole alzare obbligatoriamente
          invece no. L’et? pensionabile
          deve restare quella fissata nel ‘95?.
          E il convegno milanese ? servito
          anche a lanciare un deciso richiamo
          all’unit? sindacale ?come pratica costante?
          da parte del segretario della
          Camera del lavoro di Milano Antonio
          Panzeri. Punto primo, interrompere il
          ?distruttivo processo di delegittimazione
          reciproca, che lascerebbe il sindacato
          in bal?a delle diverse manovre
          politiche, a scapito della sua autonomia?.
          Dalla separazione da superare a
          quella invece da sottolineare: per Panzeri
          politica e sindacato devono restare
          divisi, ?una sovrapposizione non
          sarebbe utile a nessuno?. ?La politica
          deve trovare in autonomia le sue soluzioni,
          e il sindacato non pu? essere il
          luogo di incubazione di un nuovo progetto
          politico?. Un richiamo, questo
          di Panzeri, molto apprezzato dai vertici
          della Cisl, perch? sottolineare la necessit?
          dell’autonomia sindacale rispetto
          alla politica ? da sempre uno dei
          temi che pi? premono al leader Cisl
          Savino Pezzotta.