3/5/2006 ore: 10:52

Epifani almeno telefona

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    mercoled? 3 maggio 2006
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      CGIL - ?MEGLIO FAR FESTA CHE POLEMICHE?
        Epifani almeno telefona
        Riformisti zitti (o quasi)

        A volersi fermare alle agenzie di stampa dell'altro ieri, l'aria che tirava dentro la Cgil nazionale sembrava sconfortante. A esprimere pubblica solidariet? a Onorio Rosati, segretario della pi? grande Camera del lavoro d'Europa, quella di Milano, solo le tre righe dettate da un riformista storico, il presidente dell'Ires Cgil Agostino Megale: ?A Rosati la mia piena e totale solidariet?, dicevano.

        Poi, per?, nel mezzo del mega-concertone romano e prima che i tre segretari generali intonassero le note di ?W l'Italia? si veniva a sapere che proprio Epifani, le cui parole dettate da Locri erano sembrate glaciali (prima uno sbrigativo ?Perch? mi chiedete di Milano??, poi un lapidario ?Quello che ? successo ? il segno di quante divisioni profonde ha determinato il governo di centrodestra?), aveva telefonato a Rosati, il cui intervento in piazza era s? cominciato tra i fischi (di Prc, Pdci, ma anche di Ds e sinistra Cgil) ma era pur sempre finito tra gli applausi, per esprimergli solidariet?. E che, soprattutto, lo stesso Epifani aveva sostanzialmente avallato l'idea dell'invito bipartisan, anche se probabilmente avrebbe preferito un confronto programmatico e di merito, da parte della Camera del lavoro, coi candidati a sindaco. Sempre l? si capiva che il fine era puntare i riflettori sull'eccezionale successo del corteo di Locri e del concertone di Roma e non su polemiche che avrebbero ?oscurato? il senso e la potenza di una festa che, col governo Prodi in arrivo, aveva il sapore della ?liberazione?, per la Cgil.

        Forse anche per questo molti riformisti doc preferiscono un atteggiamento “nicodemico”: preferiscono parlar d'altro (?grande festa a Napoli?, ?bellissimo comizio a Rieti?...) e, ancora ieri, evitano di pronunciarsi sulla contestazione a Rosati. Pensata e organizzata, nei giorni precedenti, da un'area del tutto minoritaria del suo direttivo (due membri su otto) e delle categorie della sua Camera del lavoro (due su 11, Fiom e Cgil scuola) e dalla minoranza cigiellina lombarda che fa capo alla vecchia Alternativa sindacale (Giacinto Botti) e all'area delle tesi congressuali di Patta e Rinaldini. Referenti politici Rifondazione, Pdci e sinistra Ds.

        Al Riformista dice per? parole nette e chiare un pezzo da novanta della segreteria confederale, il segretario Achille Passoni, vicino a Epifani: ?La scelta di Cgil, Cisl e Uil di invitare i candidati sindaci a sfilare il giorno della festa del lavoro ? stata giusta e istituzionalmente corretta?. Soprattutto Passoni dice qualcosa in pi?, in merito alle contestazioni interne alla Cgil indirizzate contro Rosati: ?Bisogna scindere tra i dissensi dei singoli e quelli organizzati da qualche esponente locale della Cgil che ha pensato a una contestazione organizzata. Un fatto mai visto e sbagliato e che non mi piace. L'importante, comunque, ? che Rosati, nient'affatto isolato con Roma, possa contare, come ?, sulla grandissima parte dei suoi?.
          Anche dalla politica che oggi sta nei Ds ma viene dalla Cgil riformista arrivano parole nette: il responsabile Lavoro dei Ds Cesare Damiano dice che ?il sindacato milanese ha fatto bene a invitare la politica al I maggio, festa di tutti. Sta a chi ha accettato l'invito dimostrare la giusta coerenza?. L'europarlamentare dei Ds e predecessore di Rosati a Milano, Antonio Panzeri, spiega: ?Il sindacato invita i soggetti istituzionali per chiedere impegni precisi su Milano, concertazione e dialogo sui temi del lavoro, non vedo dov'? lo scandalo. I problemi restano altri: la piena autonomia da conquistare nei confronti della politica e l'eccessiva subalternit? culturale alla sinistra radicale?. Panzeri un sasso lo tira: ?I tanti riformisti in forma privata sono pochi, in pubblico?. Le parole di Passoni, per?, suonano chiare. E Megale avverte: ?I tentativi di dividere Rosati da Epifani non hanno senso e chi ci prova si dovr? ricredere?.