17/3/2004 ore: 10:54
È il boom delle persone-imprese
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| MERCOLEDÌ 17 MARZO 2004 |
| Pagina 29 - Economia | |
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Ottavo censimento dell´Istat: la dimensione delle aziende italiane diminuisce, il 15% formato da un solo lavoratore È il boom delle persone-imprese Cala il peso dell´industria tradizionale, salgono servizi e costruzioni
ROBERTO MANIA
Il made in Italy declina e sposta le sue produzioni, lasciando il posto alle costruzioni, ai servizi alle imprese e alle persone. Nel decennio 1991-2001, l´industria manifatturiera - certifica l´Istat - ha visto scendere il numero dei suoi addetti a quattro milioni 900 mila, con un calo percentuale del 6,1%. Una contrazione che ha interessato soprattutto i tradizionali settori di forza del nostro apparato produttivo: il tessile ha perso 94 mila addetti (-23,4%), l´abbigliamento 121 mila addetti (-28,8%) e le calzature 37.500 (-15,4%). Soffre anche il commercio (-4,5%), mentre decolla l´occupazione nei servizi in senso stretto con un +36,2%. Quello analizzato dall´Istat è il decennio delle persone che «si fanno impresa». Il peso delle aziende con un solo addetto (liberi professionisti, consulenti, lavoratori autonomi, ecc.) è passato dal 10,9% al 15,2%. Un dato che incide sul numero medio di addetti per impresa che, infatti, ha registrato una ulteriore diminuzione rispetto al 1991, passando da 4,4 a 3,8 dipendenti. La performance migliore, in termini di incremento del numero di aziende, l´hanno fatta registrare le regioni del nord-est: +11,7%. Buono il risultato del centro, con un +10% dovuto prevalentemente alla crescita dei servizi. Debole (+7,5%) quello del sud. L´Istat registra anche la trasformazione in atto nel nord-ovest, area a lenta deindustrializzazione (le imprese industriali sono calate dell´8,9%) compensata da una forte crescita (+39,9%) degli altri servizi. Ma sono queste regioni che si aggiudicano il primato dell´occupazione con il 32% degli addetti, contro il 23% del nord-est, il 21% del centro, il 17% del sud e il 7,5% delle isole. A trainare nel decennio l´occupazione sono stati i servizi. Ciò è accaduto in particolare nei comuni di media grandezza con un incremento complessivo superiore al 9% contro una media nazionale dell´8%. Sotto questo livello è stata la crescita nei comuni con meno di 10 mila abitanti (7,4%) e nei grandi comuni (5,2%). Tra questi ultimi gli aumenti più consistenti si sono verificati a Roma (14,3%) e a Verona (13,5%). I nuovi occupati sono stati oltre un milione e 400 mila. L´industria ha perso 176 mila posti. Quelli appena trascorsi sono stati i dieci anni dei co.co.co e dei lavoratori interinali: 827 mila i primi, 119 mila i secondi. Per l´80% concentrati nel centro-nord e in maggioranza giovani. Per questo il responsabile del Lavoro dei Ds, Cesare Damiano, ha lanciato ieri la proposta di un nuovo patto generazionale per tutelare i diritti di tutti i lavoratori. Le donne, infine, sono passate dal 34,9% al 38,4% dell´occupazione complessiva. |