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Ds e Cgil, alleati-duellanti

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    domenica 3 settembre 2006

    Pagina 6 - Economia/La manovra d'autunno


    IL MATCH TRA FASSINO ED EPIFANI NON C’? IL GELO CHE AVVOLSE D’ALEMA E COFFERATI

    Ds e Cgil, alleati-duellanti
    ? di nuovo in gioco l’autonomia dei ruoli

    retroscena
    AMEDEO LA MATTINA
      ROMA
      Non c’? proprio niente da fare: quando si va al governo certi partiti diventano pi? liberali e rigoristi mentre all’opposizione hanno licenza di parola. Pu? sembrare un’ovviet?, ma per la Cgil le cose non dovrebbero andare cos?. Anzi. Soprattutto se il richiamo alla coerenza ? al partito al quale la stragrande maggioranza degli iscritti a questo sindacato ha affidato il suo voto e le sue speranze. Cio? i Ds. Per cui a Guglielmo Epifani sono andato di traverso le parole pronunciate l’altro ieri a Pesaro del ?compagno? Piero Fassino. ?Ne ha per tutti?, scriveva ?L’Unit? nel servizio di cronaca. Per la Ue e anche per i sindacati che ?non si rendono conto che in materia di pensioni “? irrealistico abolire tout court lo scalone”?. Non si rendono conto che con la Finanziaria bisogna dare una ?scossa al Paese, altrimenti i lavoratori non saranno pi? sicuri?. Con una correzione morbida, invece, l’Italia rischia la ?deriva?.
        Peccato, dicono alla Cgil, che le stesse cose Fassino non le abbia detto nel marzo del 2006, al congresso della stessa Cgil. Il governo Berlusconi era agli sgoccioli, i partiti erano in piena campagna elettorale. E il segretario Ds sosteneva che ?la relazione di Epifani testimonia il fallimento della politica del centrodestra e indica una piattaforma convincente e forte per uscire da questa crisi?. Massimo D’Alema aggiunse che le proposte di Epifani sono ?convincenti nell’indicazione dei rimedi?. Poi Romano Prodi mise perfino il timbro a questa condivisioni di intenti, affermando in sostanza che il programma della Cgil ? lo stesso programma dell’Unione.
          E ora? ?Ora, paradossalmente - dice con una buona dose di malizia il segretario confederale Cgil Paolo Nerozzi - i Ds sono stati scavalcati perfino da Mastella, oltre che da Rifondazione comunista. Per fortuna nella Quercia ci sono sensibilit? diverse e a differenza che nel passato i sindacati sono uniti. Sono sicuro che aiuteremo i Ds a fare una Finanziaria pi? equilibrata. Lo stesso Bersani da buon emiliano - conclude Nerozzi - si render? conto che le nostre proposte sono ragionevoli?.
            Il dissenso tra Quercia e Cgil fa parte del gioco e dimostra che c’? una reciproca autonomia. Sono ben lontani i tempi in cui il sindacato era la cinghia di trasmissione del partito. E i rapporti tra Fassino ed Epifani non sono certo quelli ?disastrosi? che contrapponevano D’Alema a Sergio Cofferati, come ben ricorda l’allora ministro del Lavoro, Cesare Salvi, oggi schierato con la sinistra Ds, e che chiede a Fassino ?di rispettare il programma elettorale?. Sembra passata un’era glaciale da quando il ?Cinese? si azzannava nei congressi e in tv con il lider Maximo sulla flessibilit? e il ?pensiero unico? del mercato; mandava in visibilio i girotondini e sembrava deciso a scalare il vertice della Quercia. E’ rimasta scolpita nel marmo una frase dell’attuale ministro degli Esteri: ?La sinistra ha bisogno di un federatore, non di Gengis Khan?. Altra storia. Oggi Cofferati ? il ?pacificato? sindaco di Bologna ed Epifani ? un signore pi? diplomatico e senza grilli politici per la testa. Fassino ? un politico del dialogo che cerca sempre il punto di unione, dentro e fuori il partito.
              Ma il merito delle questioni sulla manovra economica li divide, come ? sempre successo quando i diessini sono al governo e la Cgil punta i piedi gelosa della sua autonomia.
                Ieri come oggi, spiega Peppino Caldarola, ?noi sentiamo la responsabilit? di governo?. ?I Ds hanno una visione liberale dell’economia oltre ad avere un vincolo con Prodi. Il destino del governo - osserva il deputato della Quercia - ? fare le riforme e questo per noi ? un bene superiore ai rapporti con il sindacato?. Caldarola considera ?esagerati? certi toni ultimativi che vengano anche dalla Cgil e ?deleterio aprire una gara con Rifondazione su chi rappresenta meglio i lavoratori?.
                  Gi?, Rifondazione comunista che continua a dire ?senza un accordo con i sindacati la Finanziaria non si fa?. Il Prc di Franco Giordano si fa paladino delle posizioni della Cgil, e non solo, e si pone come un punto di riferimento del vasto elettorato che finora ? appannaggio dei Ds. ?Ma questo governo - si chiede Giovanni Russo Spena - si rende conto che rischia lo sciopero generale? E’ vero, non siamo ai duelli D’Alema-Cofferati, ma i problemi di fondo non sono cambiati?, sottolinea il capogruppo al Senato del Prc. Ovvero che oggi come ieri, ?Fassino, D’Alema e Prodi sono legati ancora ad uno schema rigorista, senza rendersi conto che ? cambiato il ciclo economico e le politiche di Maastricht sono fallite?. Come ne usciranno ? un terno al lotto.