2/7/2007 ore: 12:01
Dpef: ora spuntano 21 miliardi di nuove spese
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Pagina 1o/11 - Politica I CONTI DEL 2008 21 miliardi di nuove spese ROMA — Due miliardi e 354 milioni per gli stipendi del pubblico impiego, un miliardo in più per gli ammortizzatori sociali, 750 milioni per gli impegni internazionali. Poi 4 miliardi per le Ferrovie, uno per l'Anas, 1,2 per le agevolazioni fiscali. E infine le nuove iniziative, compresi gli sgravi per gli affitti e per l'Ici sulla casa, altri 10 miliardi di euro. E se questi ultimi sono «a titolo meramente indicativo», gli altri sono praticamente già accertati: 11 miliardi di maggiori spese (senza contare il prossimo rinnovo degli statali) che pesano sui conti del 2008 ma che non sono ancora conteggiati in bilancio. E che potrebbero proiettare la Finanziaria 2008 da "quota zero", l'ipotesi fin qui accarezzata con qualche prudenza dal governo, fino alla stratosferica cifra di 21 miliardi. Spingendo al calor bianco un confronto già accesissimo nella maggioranza sul costo dell'abbattimento dello scalone previdenziale, che per il 2008 vale appena 600 milioni di euro. Il bilancio «a legislazione vigente» al quale si rifà l'esecutivo non richiederebbe manovre correttive per portare il deficit del 2008 al nuovo obiettivo del 2,5%. Solo che in quel bilancio, come spiega il Tesoro nel Documento di Programmazione appena diffuso, molte spese già maturate non ci sono perché ne manca il presupposto giuridico: c'è l'accordo politico, non la legge. Anche se non c'è il minimo dubbio che la stragrande maggioranza, se non proprio tutte tutte, siano spese da onorare. Sicuramente lo sono quelle relative agli «impegni sottoscritti», la prima categoria individuata dal Tesoro in una tabella inserita nel Dpef con il pudico titolo: Tassonomia delle spese eventuali. DISCREZIONALITÀ POLITICA — L'ultima voce riguarda le spese per «nuove iniziative». Del tutto discrezionali sulla carta, ma in realtà oggetto di accordi politici e dunque blindate, come gli sgravi per l'Ici e quelli sugli affitti che dovrebbero scattare dal prossimo anno. In questa voce che vale «a titolo puramente indicativo» 10 miliardi di euro, rientrano anche alcune misure già attuate con il decreto di giovedì scorso ma solo sul 2007, quindi «una tantum». Interventi che «necessiteranno di adeguata copertura — spiega infatti il Tesoro nel Dpef — nel caso gli si voglia dar seguito per gli anni a venire ». Il quadro è completo: nel 2008 le maggiori spese rischiano di arrivare a 21,264 miliardi di euro, nel 2009 e nel 2010 a 19,371 miliardi. La speranza è che la spending review, cioè la revisione di tutti i capitoli della spesa pubblica, crei i margini di manovra necessari. Altrimenti bisognerà rinunciare a qualche intervento. Oppure mettere nuove tasse. La Finanziaria "zero" del 2008, comunque sia, è già un sogno infranto. E non andrà meglio negli anni successivi. Nel 2009 il Dpef già mette in cantiere una manovra correttiva di 6 miliardi di euro, nel 2010 un'altra da 11 miliardi e per il 2011 un'ultima Finanziaria di legislatura da ben 21 miliardi di euro, 1,4 punti di pil. Sempreché tra impegni sottoscritti, prassi consolidate e nuove iniziative, non salti fuori qualche altra sorpresa. |