22/11/2005 ore: 11:42
Direttiva Bolkestein al parlamento
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Pagina 32 Direttiva Bolkestein al parlamento Questo passaggio avrebbe dovuto svolgersi già lo scorso 4 ottobre, ma l'esame è slittato per l'impossibilità di raggiungere un accordo tra i principali gruppi politici sugli oltre 1.600 emendamenti presentati. Due i caposaldi del provvedimento su cui si sono concentrate le critiche e quindi le proposte di modifica: il principio del paese d'origine e il campo di applicazione del provvedimento riferito a tutte le attività economiche. Secondo il primo principio è previsto che un'impresa straniera che distacca lavoratori in un altro paese possa applicare la legislazione del proprio stato, compresa la parte salariale nonché le normative sociali e ambientali. L'altro punto sotto accusa è l'oggetto della direttiva che ricomprende tutte le attività economiche, tranne i servizi finanziari, le comunicazioni elettroniche, i trasporti e il settore fiscale. Data l'ampia portata non sono esclusi neppure i servizi di interesse generale, come la sanità. Per questo la relazione proposta dalla tedesca Gebhart prevede un decisivo ridimensionamento della direttiva Bolkestein. Tra le principali modifiche, infatti, la Gebhart chiede di sostituire il principio del paese d'origine con quello del riconoscimento reciproco, prevede la restrizione del campo di applicazione della direttiva dalla quale dovrebbero essere esclusi i servizi di interesse generali e quindi il settore sanità. Nel frattempo anche il parlamento italiano ha iniziato a muoversi. La settimana scorsa si sono tenute le prime audizioni informali alla camera e questa settimana sono in programma quelle formali del senato che ha avviato un'indagine conoscitiva sull'impatto della direttiva nel settore servizi in Italia. (riproduzione riservata) |