DDL Lavoro - Il presidio Cgil al Senato: «Legge incostituzionale»
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Una «ristrutturazione del diritto del lavoro» per colpire «i diritti dei lavoratori in un momento di grave difficolta per il mondo del lavoro e per l’occupazione». E questo il giudizio del segretario Cgil, Fulvio Fammoni, sul cosiddetto «collegato lavoro», che dovrebbe avere il via libera definitivo al Senato (e cosi passare alla Camera) martedi prossimo. Ieri il sindacato del corso d’Italia ha presidiato, insieme a un centinaio di lavoratori, l’ingresso di palazzo Madama per denunciare tutti i punti critici - e dal profilo «incostituzionale » secondo il sindacato - del provvedimento: dalla certificazione dei contratti anche in deroga alle norme dei contratti nazionali; all’«arbitrato di equita», che potra decidere anche in deroga a leggi e contratti; fino al depotenziamento del ruolo del giudice del lavoro. Il ddl contiene anche »l’inaccettabile norma sull’apprendistato a 15 anni« e recupera »la delega sugli ammortizzatori sociali, prevista dal protocollo sul welfare del 2007, per approvare una legge diversa e scavalcare il parlamento».