29/6/2005 ore: 12:18
Dall’Anci alla Confcommercio già partita la carica delle lobby
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la carica delle lobby Forti della promessa di un rilancio delle infrastrutture, tornano a farsi sentire anche i costruttori. Con una lettera al ministro, l’Ance, associazione di categoria, ha avanzato alcune proposte. In tema di fiscalità immobiliare c’è la richiesta di proroga delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e quella di estendere alle imprese la possibilità di rivalutare gli immobili posseduti, pagando un’imposta sostitutiva pari al 4% del valore rivalutato. Dal fronte dei commercianti la levata di scudi contro un Dpef penalizzante è stata totale. La pressione fiscale, ha rilevato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, è eccessiva: «Siamo ben sopra alla metà del reddito, tra imposte, tasse e costi degli adempimenti». Sergio Billè, leader di Confcommercio, nell’ultima assemblea di categoria ha sfidato il governo: «La lotta al sommerso e all’evasione? La si faccia, finalmente. Cosa aspettiamo ancora?». La manovra? «Deve essere coperta da riduzioni della spesa pubblica corrente, perché è improponibile tanto il suo finanziamento in deficit, quanto la sua copertura attraverso spostamenti di quote del prelievo dall’una all’altra tipologia d’imposta». Cioè aumenti dell’Iva. E poi c’è la questione dell’Irap: il taglio deve valere «per tutte le imprese: per quelle esportatrici come per quelle che operano sul mercato interno, per le grandi come per le piccole». Una stoccata diretta a Confindustria che in più di un’occasione ha chiesto di concentrare le risorse disponibili per tagliare l’Irap a favore delle imprese «esposte alla concorrenza internazionale, sia sul mercato interno sia su quelli esteri». C’è poi chi, come le compagnie assicurative, rappresentate dall’Ania, sta all’erta per evitare che il governo mantenga il proposito di lasciare banche e assicurazioni fuori dal taglio dell’Irap. Il presidente Fabio Cerchiai ha definito l’ipotesi «un’incomprensibile e ingiustificabile discriminazione». Tanto più che «anche nel 2004 il settore è stato chiamato a un’ulteriore contribuzione» con l’aumento dell’imposizione sulle riserve e l’anticipo d’imposta sui premi. Sulla manovra non si fanno molte illusioni infine i sindacati dei pensionati che ieri hanno annunciato per settembre uno sciopero generale che coinvolga anche i lavoratori. Antonella Baccaro
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