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Da Epifani i primi segnali di un approccio «pragmatico»

Giovedí 29 Maggio 2003
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ITALIA-POLITICA
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Da Epifani i primi segnali di un approccio «pragmatico» |
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I duri della Fiom sono in crisi per la loro politica contrattuale: e probabilmente Guglielmo Epifani non è estraneo alla loro crisi. Comunque al segretario della Cgil si aprono subito spazi per un approccio sindacale più pragmatico. Ieri a Praga, Epifani, con Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, ha detto che vi è una sostanziale intesa sui quattro dossier per la competitività in discussione con Confindustria: Sud, infrastrutture, ricerca e formazione. Certo Epifani, mentre ricuce i rapporti con gli imprenditori con cui Sergio Cofferati aveva radicalmente rotto, non manca di dare al predecessore un colpetto «da sinistra»: «Troppi inviti all'astensione. Il "sì" al referendum serve a dare forza al processo di riforme». Ma al di là di queste mosse furbette, il segretario della Cgil s'impegna seriamente su un altro fronte fondamentale. Quello della lotta al terrorismo e più in generale alla violenza: «L'esercizio critico è un diritto, l'uso della violenza è una cosa per quanto riguarda la Cgil inaccettabile». E la crescente consapevolezza tra i lavoratori, ora rafforzata dagli appelli di Epifani, dei rischi che l'uso della violenza ha nel fare degenerare le lotte e aprire varchi al terrorismo, spiega anche perché nelle più recenti iniziative sindacali le forme di lotta più dure, certi tipi di picchetti esasperati, si stiano fortemente ridimensionando. Naturalmente resta il problema delle pensioni. Epifani, Pezzotta, Angeletti lasciano pochi spazi per discutere di una seria riforma. Ma nel giorno in cui Jacques Chirac e Gerhard Schroeder decidono di andare «avanti tutta», è improbabile che si chiuda del tutto la partita anche in Italia. (l.f.)
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