28/6/2005 ore: 12:28
Contratti, le condizioni di Epifani
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Pagina 30- Economia IL LAVORO "Intesa tra sindacati e voto dei lavoratori" La revisione del modello contrattuale definito nel ‘93, tuttavia, continua a non essere per la Cgil una priorità di fronte alla gravità e alla profondità della crisi economica, industriale e occupazionale, per uscire dalla quale sarebbe necessaria «una svolta radicale di politica economica» mentre si profila un Dpef «ancor più scatola vuota - ha detto Epifani - di quello dello scorso anno». E in diretta risposta a Lorenzo Bini Smaghi, neo membro del board della Banca centrale europea, che in un´intervista a Repubblica aveva parlato invece della riforma della contrattazione come di una «vera emergenza nazionale», è arrivata la risposta del segretario confederale della Cgil Carla Cantone: «È una tesi semplicemente ridicola. Non credo proprio che la crisi in atto possa essere superata rivedendo le regole della contrattazione. A meno che Bini Smaghi non pensi ad una riduzione delle retribuzioni e dei diritti del lavoratori. Ma questo sarebbe davvero inaccettabile». In più - secondo la Cgil - un nuovo assetto della contrattazione non può che essere disegnato con l´accordo di tutte le parti in causa. Da qui l´insistenza con cui Corso d´Italia chiede di far ripartire il lavoro delle due commissioni che Cgil, Cisl e Uil avevano istituito sui temi della democrazia sindacale e dei nuovi contratti. «Non è nostra responsabilità - ha detto Epifani - se il cammino di quelle due commissioni si è fermato». Ma il leader della Cgil non ha nascosto che esistono differenze di posizioni tra i sindacati. «La nostra proposta - ha spiegato - non è un modo furbo di perdere tempo, perché non è vero che siamo in condizione in un giorno di trovare una quadra fra noi sindacati». Tra Cgil, Cisl e Uil, d´altra parte, non solo esistono impostazioni diverse sul modello contrattuale (con Cisl e Uil favorevoli a spostare il baricentro della contrattazione verso le aziende e i territori e la Cgil che non vuole fare perdere peso al contratto nazionale), ma anche sui temi della democrazia sindacale, a cominciare dalle regole da seguire per far approvare gli accordi dai lavoratori interessanti. Dunque la partita resta assai complicata, mentre dal presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, è arrivato il nuovo invito ai sindacati a non imitare la politica in «questo anno bianco». «Abbiamo bisogno di decidere con i sindacati e lo faremo - ha detto il leader degli industriali -. Nelle prossime settimane presenteremo un progetto perché non possiamo non andare avanti in un dialogo costruttivo, serrato, moderno, e non basato solo su prove di forza». |