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Confindustria: non basta un passo...
Confindustria: non basta un passo isolato, serve un pacchetto

(Del 30/5/2002 Sezione: Interni Pag. 3)
reazioni Roberto Ippolito
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| Confindustria: non basta un passo isolato, serve un pacchetto |
| Per gli imprenditori necessaria una discussione ampia assieme alla revisione degli ammortizzatori sociali |
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ROMA SOLO piccoli movimenti in pubblico. Quasi impercettibili. Come quelli di Giuseppe Prezioso, appena nominato consigliere incaricato della Confindustria per le infrastrutture, l´ambiente e i servizi pubblici. Prezioso insiste sull´esigenza di «promuovere una effettiva concorrenza» nell´energia elettrica. Parla all´assemblea del Grtn, il Gestore della rete nazionale di trasmissione, e sollecita il collocamento della rete sul mercato. Insomma liberalizzazione e privatizzazione con più decisione dopo la fine del monopolio dell´Enel. L´attenzione per la questione può apparire poco importante mentre infuria la guerra per l´articolo 18, le regole sui licenziamenti. In realtà, al di là del suo rilievo per l´apertura del mercato e per la riduzione delle bollette, è sintomatica di un atteggiamento più generale della Confindustria. Gli imprenditori non sollecitano una riforma, sollecitano un insieme di provvedimenti che incida profondamente sull´economia e accresca la competitività. E´ il messaggio dato dal presidente Antonio D´Amato all´assemblea della Confindustria una settimana fa: nessuna riforma è sufficiente da sola. Le stesse modifiche all´articolo 18 previste dal governo con un disegno di legge delega (e fra l´altro valutate sin dall´autunno scorso troppo timide) sono considerate come un tassello significativo dell´intero mosaico di riforme. Un intervento giudicato quindi utile, ma non sufficiente. Proprio ieri, per esempio, gli industriali hanno gli occhi rivolti verso il Senato: qui si discute il disegno di legge di revisione del sistema fiscale. Le aziende, come i cittadini, si aspettano il taglio delle tasse. Ospite dell´assemblea del 23 maggio, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha garantito che sarà concretizzata la dimunzione delle imposte, promessa ma non ancora realtà. D´Amato non nasconde i suoi timori: con le attuali proposte del governo «per molte imprese potrebbe esserci un aggravio» e non l´annunciato alleggerimento del carico fiscale. Liberalizzazioni e fisco, ma anche rigore per la finanza pubblica e determinazione per le pensioni: sono alcuni dei temi sui quali la Confindustria invita a ragionare. Con il governo il confronto è aperto. C´è il riconoscimento dato ai suoi impegni e anche l´attesa per i risultati. Ma come pensa la Confindustria di ricucire il rapporto con i sindacati, un´impresa quasi disperata? D´Amato ripete di cercare il dialogo, assicura di non volere lo scontro, fa presente che l´obiettivo dovrebbe essere comune: la crescita dell´occupazione, come previsto dal vertice di Lisbona del 2000 per tutta l´Unione Europea nell´arco di un decennio. «Per noi la nuova Maastricht si chiama Lisbona» sottolinea il presidente della Confindustria richiamandosi ai parametri fissati nel trattato per la nascita dell´euro. I margini per trovare soluzioni sono estremamente ristretti. La Confindustria sta perfezionando in questi giorni i suoi piani in vista del confronto con il governo: ascoltare non basta. Uno dei punti centrali della sua iniziativa è la pressione per la revisione degli ammortizzatori sociali. Disporre di strumenti più efficaci per fronteggiare le situazioni di crisi o di mancanza di lavoro appare fondamentale in un paese come l´Italia che, su questo fronte, risulta molto indietro nell´ambito dell´Unione Europea. La revisione degli ammortizzatori sociali è un´esigenza posta da tempo dai sindacati e dalla stessa opposizione di centrosinistra per dare più garanzie ai lavoratori. E questo mentre si parla di flessibilità e la flessibilità è più diffusa. Ma il governo aveva concepito l´intero disegno di legge per la riforma del mercato del lavoro a costo zero. E´ impossibile però concepire nuovi ammortizzatori sociali senza risorse. C´è o non c´è allora una via d´uscita? D´Amato pone il problema della revisione degli ammortizzatori sociali insieme alla conferma della posizione sull´articolo 18, non cambiata di un millimetro. Sul tavolo, a Palazzo Chigi con la convocazione di Berlusconi, il problema degli ammortizzatori sociali quindi ci sarà. Con una premura particolare da parte della Confindustria.
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