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Confcommercio: famiglie in difesa
Confcommercio: famiglie in difesa

Venerdí 25 Aprile 2003
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Confcommercio: famiglie in difesa |
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MILANO - Ristagna la spesa per i beni non di prima necessità, con conseguenze gravi soprattutto per le piccole e medie imprese. È questo in sintesi, il commento preoccupato di Confcommercio ai dati Istat sulle vendite al dettaglio. Confcommercio riscontra «il persistere di una crisi di fiducia delle famiglie sulle prospettive di ripresa dell'economia e quindi un orientamento a privilegiare, a scapito dei consumi, ogni forma possibile di risparmio», e sottolinea che per la piccola distribuzione il prolungarsi di questa crisi «potrebbe anche comportare l'espulsione dal mercato di un numero crescente di piccole e medie imprese con conseguenze potenzialmente devastanti anche sotto il profilo occupazionale». Anche per Confesercenti il dato sulle vendite al dettaglio di febbraio rappresenta una preoccupante spia sullo stato di crisi delle Pmi del commercio. «Ogni anno - sottolinea il presidente di Confesercenti, Marco Venturi - chiudono i battenti 350mila Pmi, molte delle quali appartengono al settore commerciale. La continua e costante contrazione delle vendite che siamo costretti a registrare mese dopo mese, in un contesto economico nazionale e internazionale come quello attuale e in assenza di interventi di sostegno e rilancio da parte del Governo, rappresenta una sorta di agonia». Secondo Venturi occorrono misure efficaci per sostenere i consumi e consentire il recupero di competitività: «Spetta al Governo intervenire, noi siamo pronti ad aprire una vertenza per costringere l'Esecutivo ad adottare le misure necessarie». |
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