1/3/2005 ore: 11:19
Competitività, la Lega punta i piedi
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martedì 1 marzo 2005 Pagina 8 - Interni IL CASO Oggi iniziano le trattative governo-parti sociali sul provvedimento. Giovedì vertice della Cdl Competitività, la Lega punta i piedi "Barriere anti-Cina o non votiamo" I sindacati restano critici: "Misure modeste e scarsamente innovative" Follini: "Credo che questo passo meriti fiducia e possa instillare fiducia" La Lega, ha risfoderato uno dei cavalli di battaglia che Bossi e Tremonti lanciarono in un discorso tenuto a Pesaro all´inizio della legislatura e poi scomparso dall´agenda di governo, quello dell´introduzione di barriere commerciali a difesa dei prodotti che vengono all´estremo oriente. «Giovedì, dopo l´incontro con il presidente del Consiglio - ha avvertito Maroni - decideremo se subordinare il nostro voto favorevole nel consiglio dei ministri di venerdì». Sotto questa nuova spada di Damocle oggi cominciano i tavoli tra governo e parti sociali che dovrebbero portare nella serata di giovedì prossimo ad un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi e, presumibilmente al varo, il giorno successivo. Il primo tavolo in calendario per oggi riguarda la riforma del diritto fallimentare e quella degli ordini professionali. Domani mattina sarà la volta delle questioni del mercato elettrico, della riforma degli incentivi della lotta alla contraffazione e della promozione del made in Italy; nel pomeriggio si parlerà di Welfare, ammortizzatori sociali e semplificazioni amministrative; infine giovedì, prima del vertice di maggioranza, un´ultima tornata dedicata a infrastrutture, ambiente e ricerca. Il piano del governo tuttavia non convince i sindacati che arrivano all´appuntamento di oggi preceduti da giudizi intrisi di scetticismo. «Misure modeste» e «scarsamente innovative», hanno detto ieri Cgil, Cisl e Uil. «Il timore è che si tratti dell´ennesima perdita di tempo», ha osservato il segretario confederale della Uil Paolo Pirani. Il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta è tornato a chiedere che si chiarisca se le risorse promesse dal governo (circa 4 miliardi di euro nel quadriennio 2005-2008) sono aggiuntive rispetto a quelle stanziate nella Finanziaria 2005. Secondo il segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci le proposte hanno «uno scarsissimo contenuto innovativo e le risorse disponibili sono totalmente inconsistenti». |